Amplificatori precedenti la 2° guerra mondiale (1934-1942)

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Amplificatori precedenti la 2° guerra mondiale (1934-1942)

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Messaggioda TidalRace » 10/05/2014, 16:19

Come abbiamo già visto, alcuni marchi si erano affacciati sul mercato musicale, con l’intento di proporre amplificatori per chitarra elettrica, già tra la fine degli anni ‘20 e l’inizio del decennio successivo. Spesso ciò era dovuto a una reale necessità come per la Electro-Rickenbacher, la quale proponendo un nuovo strumento come la chitarra elettrica, doveva per forza offrire un sistema in grado d’amplificarne il suono, altre perché avevano capito che sarebbe iniziata una maggiore richiesta di strumenti elettrici negli anni a venire.
Abbiamo visto case come Audiovox, Electro-Rickenbacher (poi Rickenbacker), Gibson, National-Dobro, Stromberg-Voisinet (poi Kay), Vega, Vivi-Tone e Volu-Tone, mentre altre si sarebbero proposte successivamente come Epiphone, Kalamazoo (un marchio di Gibson), Oahu, RCA e Supro.
Alcuni di questi marchi non esistono più da tanto tempo, altri hanno cambiato nome e producono altro e infine alcuni sono ancora tra noi.

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Foto: Audiovox The Parlor del 1936

L’Audiovox nel 1936 propose il modello The Parlor, con la griglia anteriore simile ai copri-termosifoni in uso un tempo e pannello posteriore parzialmente coprente lo speaker, ma ancora un’elettronica molto minimalista. Alcuni modelli di questo marchio avevano il trasformatore d’uscita saldamente fissato al cestello dell’altoparlante, forse solamente per ridurre gli ingombri. Lo speaker Jensen serie RS era installato all’interno di un cabinet largo 387 mm, alto 305 mm e profondo 165 mm.

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Foto: Richenbacher del 1935

La Richenbacher continuò sulla scia dei primi modelli, con la parte elettronica posta sul fondo dello chassis, ma già nel 1937 propose un modello della serie M, con i comandi sul top nella zona posteriore, tipica di molti amplificatori degli anni successivi e senz’altro in posizione più comoda per i chitarristi. I controlli di volume e tono regolavano la timbrica poi amplificata da una coppia di valvole tipo 6V6. Da notare che anche il modello della foto, possiede il trasformatore d’uscita fissato all’altoparlante. La Richenbacher produsse sia amplificatori con cabinet in legno, sia in metallo, come il modello The Box Black Metal del 1937, interamente verniciato in nero.

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Foto: Epiphone Elactar M#1260

Gli amplificatori della Epiphone erano ben costruiti e prevedevano pannelli per coprire sia l’altoparlante, sia l’elettronica, per preservarli da polvere e urti. Erano facilmente riconoscibili dal logo sulla griglia e avevano altre particolarità. Il modello Elactar M#1260, probabilemente costruito dopo il 1938, prevedeva ben quattro valvole per il finale, tre per l’alimentazione e due solamente per la preamplificazione del segnale e la sfasatura. Non esisteva trasformatore d’alimentazione, ma la tensione era direttamente collegata alle tre valvole-diodo che provvedevano alla trasformazione in continua. Tre ingressi collegati all’unico canale disponibile, controllati da un volume e un tono, completavano la sezione di preamplificazione. Nelle realizzazioni successive fu ridotto il numero delle valvole e inserito un trasformatore d’alimentazione, probabilmente per una maggiore sicurezza e affidabilità.

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Foto: Gibson EH-150 del 1940

Il modello più famoso della Gibson nel 1940 era sicuramente l‘EH-150, composto da sette valvole, tre trasformatori, di cui uno al posto della valvola sfasatrice e due induttanze sull’alimentazione (Choke e Field-Coil), addette alla soppressione dei disturbi. La sezione di preamplificazione era composta da quattro valvole-triodo, tre ingressi, due canali con relativi controlli di volume e un tono a selettore. La potenza era di quindici watt erogati da un cono marchiato Gibson da 12 pollici, fissato su un cabinet di 406x394x222 mm di dimensioni. La prima versione del 1935 prevedeva uno speaker da dieci pollici, solamente quattro valvole ed era venduto al prezzo di 75 dollari. La costruzione era molto pulita e professionale.

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Foto: Kalamazoo serie K.E.H.

La Kalamazoo era la versione forse più economica degli amplificatori di casa Gibson e la serie K.E.H. infatti mostrava caratteristiche più semplici rispetto al modello precedente, ma in linea con altri marchi. La sigla K.E.H. stava Kalamazoo Electric Hawaiian, amplificatori nati per quel tipo di chitarra, che allora spopolava.

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Foto: National-Dobro 6V6 no.50 del 1941

Il modello 6V6 no.50 della National-Dobro del 1941, aveva una costruzione pulita e moderna con cinque valvole, di cui una coppia di 6V6 per il finale erogante dodici watt, connesso a un altoparlante da dieci pollici e due ingressi ma un unico canale con un solo controllo di volume. L’amplificatore era proposto a soli 55 dollari dell’epoca.

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Foto: Oahu 6E6L6 del 1941

Una marca sconosciuta a molti è stata questa Oahu, uno dei suoi modelli il 6E6L6 del 1941, aveva la classica struttura costruttiva di molti altri marchi, ma con un’interessante caratteristica sul finale in pura classe A. Invece della tradizionale singola valvola connessa al trasformatore d’uscita, si presentava con un doppio triodo, il 6N6, già connesso internamente per far lavorare le due unità in parallello, raddoppiando la potenza in uscita.

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Foto: Rca 100-A

Un’ estetica molto diversa da tutto ciò che abbiamo visto finora, era la proposta del modello 100-A di RCA, marchio noto per aver creato insieme all’europea Philips, gli schemi e le tabelle delle loro prime valvole a cui molti costruttori hanno attinto. La particolarità della forma della cassa, ricordava sia le prime radio valvolari, sia gli orologi a pendolo dell’epoca, spesso inseriti nei mobili. Le dimensioni molto ridotte erano di 384x273x190 mm.

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Foto: Supro Amp-in-case del 1938

Anche il modello Supro Amp-in-Case del 1938, presentava un’estetica particolare. La lunga e sottile costruzione disponeva un cono Jensen serie RS su un lato e un’elettronica di tipo standard sull’altro, con finale composto da una coppia di 6K6, da aprire al momento dell’uso. Anche in questo caso il trasformatore d’uscita era fissato allo speaker e la sua particolare forma poteva essere utile durante il trasporto.

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Foto: Vega 133 Exchange del 1939

Tra i tanti modelli Vega ho scelto di mostrarvi il 133 Exchange del 1939, sia perché dotato di un estetica con una griglia elaborata, sia, soprattutto, perché aveva il pannello controlli rialzato da terra e inclinato per un migliore controllo e comodità. La parte elettronica, composta da sei tubi, era comunque ancora nel fondo della cassa, ma l’utilizzo di un cabinet quasi chiuso posteriormente, produceva un certo rafforzamento delle note basse, diffuse dall’altoparlante Jensen serie R.

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Foto: Vivi-Tone collage prototipi Loar del 1942

Tra i vari prototipi di Loar ai tempi della Vivi-Tone, sono stati ritrovati non molti anni fa, quelli raffigurati in foto, datati 1942 e costruiti con un elegante estetica in legno scuro. La cosa più interessante è sicuramente la testata, in basso a sinistra, probabilmente la prima costruzione di questo tipo. Un altro prototipo, chiamato Clavier, fu dotato di un motore elettrico che faceva ruotare un pannello in legno. Ostruendo il passaggio del suono nella rotazione, si realizzava un tremolo meccanico.

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Foto: Volu-Tone del 1936

Vorrei chiudere questa lunga carrellata di modelli con il Volu-Tone del 1936, mancante della maniglia, soggetta se in cuoio all’usura e al tempo trascorso, con un’elettronica molto semplice e rivestita da una tela bicolore, che poi venne largamente impiegata, per ricoprire le tavole di multistrato di legno non bellissime da vedere. Possedeva uno speaker Rola contenuto in un cabinet di 298x279x133 mm, tre tubi e un solo controllo di volume. Un superstite di questo modello è stato valutato 600 dollari.

In questi primi 10-15 anni di amplificatori per chitarra elettrica, non ci furono quindi grandi novità costruttive, anche se un certo aggiornamento si può ritrovare dall’uso di nuove valvole sempre più efficienti, appena introdotte sul mercato, ma dal dopoguerra nuovi marchi porteranno grandi cambiamenti costruttivi e sonori.

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Re: Amplificatori precedenti la 2° guerra mondiale (1934-194

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Messaggioda andyfender » 10/05/2014, 19:19

Grande!!! Grandissimo TidalRace!!! Un gioiello!!! Google se lo incamera senz'altro. Ciao.Complimenti. Un abbraccio. A

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Re: Amplificatori precedenti la 2° guerra mondiale (1934-194

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Messaggioda texx » 15/05/2014, 16:58

bellissimo.Immagino che il volume generato 12,15 W,non sia lo stesso che esce dalle moderne mini testate di pari watt.....

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Re: Amplificatori precedenti la 2° guerra mondiale (1934-194

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Messaggioda TidalRace » 15/05/2014, 19:46

Ciao Texx, a quale ti riferisci con esattezza? La potenza erogata dipende dalle legge di ohm, che al tempo era uguale a oggi. La potenza di una valvolare occorre definirla in base al valore della saturazione visto che dal momento che un finale a valvole inizia a saturare, produce più armoniche ma anche maggiore potenza. Normalmente un classe A (single ended) viene definita al 10% di THD (distorsione armonica totale), mentre per un classe AB (push-pull) in genere ci si ferma al 5% di THD.
Oggi come allora dieci watt sono dieci watt, poi rendono di più se collegati a un cabinet con due o meglio 4 coni da 12 pollici che a un singolo speaker da 8 pollici.

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Re: Amplificatori precedenti la 2° guerra mondiale (1934-194

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Messaggioda texx » 17/05/2014, 6:05

...a nessuna in particolare,intendevo che oggi fanno delle mini testate a pochi watt

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Re: Amplificatori precedenti la 2° guerra mondiale (1934-194

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Messaggioda TidalRace » 17/05/2014, 15:41

Penso che le moderne testate o combo da pochi watt, siano anzi più efficienti di un tempo, in quanto si hanno a disposizione maggiori conoscenze e computer per la simulazione di un circuito. Per maggiore efficienza o rendimento intendo maggior potenza erogata a parità di quella assorbita, quindi minore calore generato. Poi è ovvio che la potenza con cui erano e sono venduti gli amplificatori sono spesso valori più da richiamo del marketing che valori reali del progetto. Un amplificatore di potenza reale di 8-9 watt potrebbe essere venduto per un 10 watt, perché ha più appeal commerciale.

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Re: Amplificatori precedenti la 2° guerra mondiale (1934-194

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Messaggioda texx » 18/05/2014, 6:42

...se una moderna testata di 12w suona sicuramente mooolto più forte del
modello 6V6 no.50 della National-Dobro del 1941 di 12w...

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