DIFFERENZA FRA AMPLIFICATORE VALVOLARE E TRANSISTOR

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DIFFERENZA FRA AMPLIFICATORE VALVOLARE E TRANSISTOR

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Messaggioda andyfender » 14/08/2015, 13:21

Partiamo da lontano, cioè dalla definizione di Psicoacustica tratta da Wikipdia,un concetto che si dovrebbe sempre tenere a mente nelle discussioni. Inutile ucciderci per fare prevalere la nostra opinione: l'Assoluto non esiste!! Se ciò fosse la nostra scelta cadrebbe sulla stessa Chitarra, sullo stesso Amplificatore, sugli stessi Effetti. Per fortuna entra in gioco il "gusto personale". Dunque: "La psicoacustica è lo studio della percezione soggettiva umana dei suoni. Più precisamente è lo studio della psicologia della percezione acustica. In molte applicazioni dell'acustica e dell'elaborazione del segnale sonoro diventa strettamente necessario conoscere come il suono viene percepito da un essere umano. Il suono, il cui stimolo acustico è composto da onde di pressione che si propagano attraverso l'aria, può essere misurato accuratamente tramite delle apparecchiature sofisticate.
Tuttavia capire come queste onde vengano recepite e convertite in pensieri all'interno del nostro cervello non è affatto da sottovalutare" In pratica si dice che ognuno di noi “sente” in maniera diversa, ed è molto importante una affermazione del genere, in quanto spiegherebbe i pareri discordi sugli strumenti in genere,amplificatori ed effettistica compresi.

Prima di continuare definiamo un termine importante per il discorso:
Il Clipping è una distorsione di forma d’onda che si verifica quando un amplificatore è sovrapilotato e tenta di erogare una tensione o corrente oltre la sua capacità massima, ovvero va in saturazione.
Quando un amplificatore è spinto a produrre un segnale in uscita più elevato della tensione di alimentazione, amplificherà il segnale solo fino alla massima capacità e a quel punto il segnale non può essere amplificato ulteriormente. Al "taglio" o "clips" alla massima capacità di amplificazione, il segnale è detto essere in "clipping". Il segnale extra oltre la capacità dell'amplificatore è semplicemente tagliato, con una risultante tipica assimilabile ad un'onda quadra. Sovraccaricando un amplificatore anche con effettistica esterna lo si porta al "clipping", ottenendo il suono volutamente distorto (Overdrive). Allego 3 immagini che cercano di spiegare il “clipping”.

Vediamo anche cosa sono le “Armoniche”: percuotendo una corda,per esempio un La a 440 Hz otteniamo la prima armonica chiamata “Armonica Fondamentale”, che è appunto a 440hz, successivamente e insieme vengono generati tutti i multipli di quella frequenza, ma con ampiezza e dimensione sempre minori.
Seconda Armonica 880 hz
Terza Armonica 1320 hz
La prima armonica fondamentale è quella che percepiamo meglio, è quella più forte,
poi la seconda armonica, che è doppia, si sovrappone. Poi la terza e così via.
Gli apparecchi a valvola enfatizzano” per costruzione” la seconda armonica (pari) quindi contribuiscono a rendere il suono più caldo e pastoso.
Gli apparecchi a transistor invece enfatizzano la terza armonica(dispari)
Quello che conta è la differenza sostanziale fra i due tipi di armoniche: le dispari (transistor) sono "sgradite" all'orecchio umano,mentre le pari(valvole) sono un complemento "piacevole" del suono.
Le armoniche importanti sono tantissime, crescono in modo esponenziale, ma diminuiscono di ampiezza, solo una decina sono decisive per la costruzione del suono.
Il fatto che un’elettronica valvolare abbia un “sound” migliore (a detta di molti), dipende, quindi, dal fatto che la valvola amplifica le armoniche pari, al contrario di quella a transistor che lavora maggiormente su quelle dispari.
Ecco perchè la valvola ha un suono così caldo anche in presenza di clipping: perchè amplifica maggiormente le armoniche che rendono più rotondo il corpo dello strumento, quelle pari, a differenza dello stato solido che introducono al clipping notevoli distorsioni di ordine dispari, che dapprima si concretizzano in un suono offuscato e confuso, il quale, poi, diventa sempre piu' stridente e metallico, fino alla completa saturazione. Questo comportamento degli amplificatori a transistor sottoposti al clipping viene, percio' immediatamente evidenziato, il che ne limita la dinamica effettivamente utilizzabile.
Questi, grosso modo, i concetti basilari su cui si appoggiano i due sistemi di Amplificazione. Dire quale è migliore o peggiore è,secondo me azzardato: sono assolutamente "diversi",questo possiamo affermare senza ombra di dubbio.Le opinioni di ognuno di noi dovrebbero tenere conto anche della Psicoacustica, per cui credo che la discussione possa essere infinita. Spesso si sente dire che gli ampli a transistor non funzionano bene con i pedali: bisogna stare attenti al livello del segnale che si butta dentro all’amplificatore, le valvole sono piu’ tolleranti, i transistor no. Poi ho letto da qualche parte che chitarre con p.u. attivi suonano meglio con i Transistor: affermazione che mi intriga alquanto e che voglio andare a verificare almeno concettualmente.Le motivazioni mi sembravano molto valide,ma parlavano di "controreazione" termine che non mi è chiaro del tutto e che,prima di scrivere stupidaggini, vorrei capire io per primo.
Credo che non sbaglieremo mai se seguiamo il nostro orecchio ed il nostro gusto, anche a dispetto di tanta bella teoria e di pareri contrari: il Suono è soltanto nostro....almeno quello!!

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Re: DIFFERENZA FRA AMPLIFICATORE VALVOLARE E TRANSISTOR

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Messaggioda andyfender » 14/08/2015, 13:34

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Re: DIFFERENZA FRA AMPLIFICATORE VALVOLARE E TRANSISTOR

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Messaggioda TidalRace » 14/08/2015, 18:00

Ciao Andrea, visto che chiedi lumi riguardo alla controreazione, posso scrivere qualcosa dopo molto tempo. La controreazione implica un ritorno di una percentuale del segnale dall'uscita all'ingresso, serve a ridurre la distorsione, aumentare la banda passante, aumentare l'impedenza in ingresso etc. Essa di distingue tra controreazione positiva e negativa; le negativa è la più usata in quanto una piccola parte del segnale in uscita viene sommato all'ingresso ma questo si trova sfasato di 180° e quindi di segno opposto (controreazione negativa). Questo riduce il segnale presente al'ingresso con un piccolissimo ritardo cronologico, ma permette di diminuire la distorsione. Se poi il segnale è trattato con vari filtri passivi se ne può estendere la banda passante, cioè la gamma di frequenze riproducibili oppure esaltare alcune frequenze, come nei controlli Presence e Resonance dei valvolari che lavorano rispettivamente sulle alte e basse frequenze. Se invece la controreazione è positiva una piccola parte del segnale in uscita viene sommata in ingresso, questo può generare inneschi fastidiosi, ma viene utilizzata ad esempio nei circuiti oscillatori del tremolo.
La controreazione è usata molto spesso sia nei preamplificatori, sia nei finali di potenza, a transistor o valvolari è ed obbligatoria nei circuiti a operazionali per le caratteristiche dello stesso componente. Se ne fa a meno spesso nei valvolari per Hi-Fi per mantenere la purezza del segnale intatta.

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Re: DIFFERENZA FRA AMPLIFICATORE VALVOLARE E TRANSISTOR

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Messaggioda andyfender » 15/08/2015, 7:10

Grazie TR, e' un piacere leggerti!! Buon Ferragosto ed a presto!!!

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Re: DIFFERENZA FRA AMPLIFICATORE VALVOLARE E TRANSISTOR

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Messaggioda landino81 » 05/01/2016, 2:22

Complimenti per le due spiegazioni, chiarissime ed efficaci! Confermo anche io che la controreazione, specialmente negli amplificatori valvolari per uso Hi-Fi, di solito non viene utilizzata.
Ovviamente questa non è una regola assoluta, ma le migliori produzioni a valvole (anche recenti) ne fanno spesso a meno e, secondo me, il risultato è molto più apprezzabile a livello sonico.
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