Gli amplificatori dopo la fine dell’ostilità (1945-1955)

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Gli amplificatori dopo la fine dell’ostilità (1945-1955)

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Messaggioda TidalRace » 06/06/2014, 23:28

Al termine della seconda guerra mondiale, molte cose erano cambiate e molte attività si erano dovute convertire alle necessità belliche o erano state irremediabilmente distrutte, almeno in Europa.
Nell’immediato la cosa più logica da fare nel tentativo di ripartire con un’attività industriale fu quello di riproporre i prodotti simili a quelli degli anni precedenti con i materiali salvati o di facile approvigionamento. Non ci si stupisce quindi nel vedere un amplificatore del 1948, molto simile ai modelli di quindici anni prima.

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Foto: Rickenbacker Hawaiian Set del 1948

Il Rickenbacker Hawaiian Set del 1948, per esempio, proponeva un combo a un cono in metallo chiaro, con due ingressi e tre controlli, ancora una volta posizionati sul fondo posteriore del cabinet. Questo modello della serie Student Series, quindi economica e proposta già nel 1938, possedeva quattro valvole e una potenza di cinque watt in classe A. Già negli anni ‘50 però l’azienda ripropose la nuova serie professionale M Series, che vantava potenze da 5 a 40 watt.

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Foto: Rickenbacker M16 Supersonic

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Foto: Vega Odell del 1948

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Foto: Vega Odell del 1953

Altro esempio la Vega che propose nel 1948 il modello Odell con due ingressi e un solo controllo di volume, ridisegnò lo chassis nel 1953, spostando tutta l’elettronica in alto, ma ancora posteriormente, in una cassa semichiusa e rivestita, dall’aspetto decisamente più moderno. Un’altra modifica fu la trasformazione dei cabinet a sviluppo verticale con elaborata griglia intarsiata nel legno, come il modello Commander Deco del 1946, a un cabinet a sviluppo orizzontale e griglia rettangolare in tessuto del modello Commander model 51 del 1950, con diversa elettronica e altoparlante da dodici pollici anziché dieci.

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Foto: Vega Commander del 1946

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Foto: Vega Commander del 1950

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Foto: Vega S-15 Super del 1953

Il modello S-15 Super del 1953 aveva già le caratteristiche di un ampli moderno, due canali, uno con due ingressi e l’altro con ben quattro ingressi, volume e toni separati e struttura dal design moderno a sviluppo orizzontale. Il nome del modello potrebbe riferirsi, sia al diametro del cono, sia alla potenza erogata dalla coppia di valvole 6V6.

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Foto: Danelectro Leader del 1954

La Danelectro debuttò con il modello Leader del 1954, un combo rivestito e quasi chiuso posteriormente, con cinque valvole, tre ingressi e solo un controllo di volume e tono sul lato posteriore. La costruzione semplice e spartana è tipica ancora oggi del marchio. Altri modelli erano disponibili comunque come lo Special 68 del 1955, il Challenger del 1957 e il Centurian dello stesso periodo.

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Foto: due varianti Epiphone EA-25T del 1956

Anche Epiphone propose i suoi amplificatori e la prima linea fu la serie EA, in versione combo o testata. L’EA-25 Century e l’EA-25T Century rispettivamente del 1954 e del 1956, differivano per la presenza del tremolo e una potenza maggiore sul secondo, compresa comunque fra i dieci e i sedici watt. I controlli erano limitati a un volume per ognuno dei due canali e un tono in comune e la presenza di due controlli per il tremolo. L’EA-70 Bass del 1953 era invece una testata per basso da ben 35 watt.

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Foto: confronto Magnatone Varsity del 1952 con il Varsity Estey 108 del 1954

La Magnatone nel 1952 proponeva il Varsity, modello dal design classico con griglia interrotta da due archi e cabinet rivestito in tela. Il modello Varsity Estey 108 del 1954, aveva invece una griglia più semplice e moderna.

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Foto: Montarbo Super MB anni '50

Anche in Italia ci furono aziende che ebbero una certa importanza, una di queste fu senz’altro la Montarbo, che ha abbandonato il settore da molti anni, pur continuando a produrre altri ottimi apparati. Il suo Super MB, degli anni ‘50, si presentava con colori accesi, una circuitazione molto semplice con solamente tre valvole e probabilmente appena cinque watt, due ingressi e due controlli, volume e tono sull’unico canale disponibile.

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Foto: National Aztec Deluxe del 1954

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Foto: Supro-Valco Spectator del 1954

Dei marchi National-Dobro-Supro-Valco, possiamo citare l’Aztec Deluxe del 1954 che possedeva dietro a una griglia con vari disegni, due speaker ellittici abbastanza comuni all’epoca, mentre la parte elettronica era standard con quattro ingressi, due canali e controlli separati di volume e tono master. Il piccolo da 5 watt era chiamato Spectator ancora del 1954.

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Foto Premier 120 del 1950

Tra le altre case potremmo citare la Premier che nel 1950 propose un piccolo combo, il modello 120, con uno speaker Rola da otto pollici.

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Foto: K&F modello del 1945

La K&F fu un’azienda molto importante anche se ebbe vita solo dal 1945 al 1946, dalla sua chiusura nacque infatti la Fender e i progetti furono portati avanti da Leo e dai nuovi collaboratori.

Il primo modello marchiato solo K&F aveva quattro watt, un cono da otto o dieci pollici, un solo canale e tre valvole, il cabinet in pino forse giocava un ruolo importante sulla timbrica, ma questo tipo di legno molto resinoso, è soggetto a deformarsi con il tempo. Il successivo Fender Model 26, fu offerto in tre varianti: Princeton, Deluxe e Woody Professional, con potenze, dimensioni dello speaker e controlli crescenti. Dai cinque watt, un cono da otto pollici e un solo canale senza controlli del Princeton, si arrivava ai 18-25 watt, cono da quindici pollici Jensen F15N, due canali con controllo separato di volume e tono generale e cinque valvole, con finale composto da una coppia di 6L6.

Altre marche del periodo erano la Newcom, la Teeco, la già citata Audiovox, la Gregory e tante altre.

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simoneb
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Re: Gli amplificatori dopo la fine dell’ostilità (1945-1955)

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Messaggioda simoneb » 07/06/2014, 15:44

notevole il lavoro di sviluppo fatto nei pochi anni successivi alle seconda guerra mondiale....anche comprensibile,dato che come dici all'inizio vennero riproposti modelli quanto più simili ai pre-conflitto per questioni pratiche....ma in pochi anni i benefici dati dai miglioramenti tecnologici han fatto fare un balzo in avanti notevole all'amplificazione,sia a livello costruttivo che di design :wink: :cool:

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Re: Gli amplificatori dopo la fine dell’ostilità (1945-1955)

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Messaggioda andyfender » 23/09/2014, 17:48

Grande come sempre!!! Ritengo che tu abbia scritto articoli fra i più belli,interessanti ed istruttivi che io abbia mai letto. Stamparli ed unirli insieme è d'obbligo per me ed invito chi li ha letti a farlo. Sono una fonte importantissima di notizie per lo più sconosciute finora e che non mi risulta siano state trattate da nessuno: nemmeno sui testi "sacri" che possiedo. Penso si possa considerare "un'opera "che meriterebbe la pubblicazione come libro. I miei più sentiti complimenti(per quello che possono valere), e la mia stima per te è,se possibile, ancora aumentata!! Applausi a tonnellate!!! :clapping: :clapping: :clapping: :clapping: :clapping:

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