Gli Antenati: effetti analogici.

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Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda andyfender » 05/03/2014, 7:10

Su gentile richiesta del Mago del Quiz Les Gibson,molto volentieri cercherò di illustrare ciò che so e che ricordo avendo usato e posseduto alcune di queste Macchine meravigliose che sapevano dare una elaborazione del suono (semplice,composta solamente da ritardi), che nemmeno l'Eventide Eclipse ( mio ultimo acquisto),può vantarsi di produrre. Farà anche la pastasciutta ed il caffè, ma a confronto della "pasta" sonora dei vecchietti,può andare a nascondersi, e sono io il primo (possedendolo, ad ammetterlo,quindi nessun pregiudizio).Ho posseduto il Binson e usato per lungo tempo il Factotum Meazzi di cui parlerò più avanti, per cui mi sento sereno quando faccio queste affermazioni.

Premessa d'obbligo: se suonate Metallica ne potete fare a meno di questi oggetti, se amate i Pink, i vecchi The Shadows, ma anche i più moderni Robert Cray, John Mayer,Mark Knopfler,Clapton ( che usa addirittura un vecchio Leslye) insomma coloro che vogliono suoni "rotondi" prettamnte valvolari,caldi e ricchi di armoniche,questi sono oggetti che fanno per voi.

Siamo attorno ai primi anni '60: inizio ad imbracciare una FAVOLOSA EKO Tulipan :giggle: (40.000 lire) un bel sacrificio per mio Padre.
In omaggio mi danno un ampli a valvole da 10 Watt(teorici: secondo me 5 erano già tanti) che vedendolo adesso lo si scambierebbe per una scatola di scarpe,ma suona in qualche maniera. Un suono asettico che non dice nulla.
Allora, appassionato come tutti in quegli anni di The Shadows, mi metto in cerca di qualcosa che potesse produrre quel suono che io consideravo PARADISIACO.
Ignorante com'ero,in una città dove esistevano 2 negozi di strumenti musicali in tutto e a 14 anni, mi avventuro alla ricerca di informazioni,di consigli.
Ogni giorno passavo davanti alla vetrina di uno di questi negozi dove "spudoratamente" facevano bella mostra di sè : una Tele, una Strato ed una Jaguar tutte Fiesta Red. Ricordo ancora i prezzi: 190.000 lire,210.000 e 230.000 nell'ordine indicato. Penso siano rimaste ancora delle mie bave davanti alla vetrina a distanza di mezzo secolo. Erano cifre enormi tenendo conto che uno stipendio medio si aggirava sulle 80-100.000 lire. Erano le prime in Custom Colours arrivate a Padova. Ma, a distanza di tanti,tanti anni una piccola soddisfazione me la sono tolta: sono riuscito ad accaparrarmi la prima Jaguar (sunburst purtroppo) che è giunta a Padova dagli USA. Meglio di niente.
Mi sto dilungando come al solito. Mi faccio coraggio ed entro nel negozio chiedendo timidamente come si potessero ottenere quei suoni che amavo tanto. La risposta fu immediata: abbiamo in affitto un FACTOTUM MEAZZI!! CON QUELLO CI FAI QUELLO CHE DESIDERI!! Incredulo, chiedo sempre più imbarazzato (ricordiamoci che avevo 14 anni) se potevo sentirlo ed il proprietario GENTILISSIMO ci collega una vecchia Hofner ed incomincia a suonare qualcosa.
Amici mi si sono aperte le porte del PARADISO!! Collegato ad un ampli Binson vecchio ma buono,riusciva a riempire il negozio di echi,riverberi tanto da chiedersi se si era in una Cattedrale, ed in effetti stava usando l'opzione CATTEDRALE del Factotum, il massimo della ampiezza degli effetti.
L'affitto era 5.000 lire al mese, pesava una tonnellata ed aveva un carrello con ruote per spostarlo:comunque me lo portai a casa dicendo che i soldini li avrebbe portati Papà che per fortuna era ben conosciuto.
Da qui iniziala storia VERA di queste macchine meravigliose, antesignane degli effetti digitali a cui tanto di cappello,ma siamo lontani chilometri!!!
E perché? Innanzitutto l'uso delle valvole (poi sostituite da transistors nel corso degli anni),quindi l'uso di nastro magnetico o tamburo magnetico e di testine di registrazione come quelle dei registratori veri e propri.Quindi era il suono ANALOGICO ad essere elaborato e non numeri binari come nei digitali. Un suono analogico registrato su un nastro o tamburo magnetico e riprodotto da altrettante testine magnetiche di lettura. Questa registrazione veniva indotta da un campo magnetico che orientava le PARTICELLE metalliche di cui erano ricoperti nastri. Il procedimento esatto confesso di non conoscerlo,ma il risultato sì!! Non esiste lettore CD al mondo, il più costoso e raffinato che può stare alla pari di un registratore a nastro Revox o Nagra,o anche Teac e Technics se di fascia alta, sopratutto se usati alla massima velocità di registrazione Un altro mondo.

Nelle foto disordinate, vediamo dei modelli che hanno fatto la Storia del suono:Il Binson Echorech 2°(usato da David Gilmour e da "The Shadows e chissà da quanti altri), il Factotum Meazzi ed il WEM.

Tutti e tre all'inizio con valvole ECC83: due di loro (WEM e Factotum) a nastro magnetico. L'italianissimo Binson,il vero gioiello,con tamburo magnetico.

Vediamo il principio di funzionamento di queste "unità di ritardo" come vengono chiamate correttamente.

In pratica il segnale proveniente dalla chitarra viene registrato da una testina delle tante che compongono la macchina: se la sua lettura viene ritardata per più di alcuni millisecondi si può distintamente udire una ripetizione ECO.
Questo tipo di ritardo può essere ottenuto o usando una testina di lettura distante più o meno da quella di registrazione o variando la velocità di scorrimento del nastro tra le testine.
Il Binson che usa il tamburo, ha un certo numero di testine di riproduzione a diverse distanze da quella di registrazione ottenendo così echi multipli. Il tutto selezionabile da una manopola e da tre pulsanti(3 entrate possibili utili anche per un microfono) oltre alle regolazioni di volume,tono,lunghezza dell'effetto ed altre belle cose.E' fornito anche di testine di cancellazione al fine di smagnetizzare il tamburo per permettergli nuove registrazioni.
Ripeto che l'uso di questa macchina è a dir poco ENTUSIASMANTE: l'ho posseduta per 25 anni,poi per non farla rovinare del tutto dal tempo l'ho venduta, come sto cercando di convincermi di vendere tutto al fine che qualcuno la possa usare come merita prima che il tempo la distrugga.
Il lato negativo delle unità a tamburo ed a nastro è la MANUTENZIONE. Per quelle a nastro: pulizie delle testine, cambio frequente del nastro che avendo un sviluppo in lunghezza ridotto si usura in breve tempo e che NON è nastro incollato alle estremità!!!

Per il Binson a tamburo: pulizia costante solo con trielina del tamburo, leggera lubrificazione del disco,pulizia delicatissima delle testine che non sono a contatto diretto del tamburo,ma si sporcano lo stesso, lubrificazione dell'albero motore, pulizia sempre e solo con trielina della puleggia in gomma di trascinamento , ecc, ecc..

Sono fatiche da mettere in preventivo,ma vi assicuro che le soddisfazioni che si hanno sono impareggiabili!!!!

Ci sono delle immagini disordinatamente allegate. Portate pazienza, Grazie e buona giornata. A
Allegati
factotum meazzi1 trans.jpeg
Factotum Meazzi a transistors
factotum meazzi.jpeg
Factotum Meazzi Valvolare
WEM.jpg
WEM Copicat a nastro
binson4.jpeg
Binson versione non Italiana Quelle p
er il nostro mercato erano VERDI.
binson3.jpeg
Binson
binson3.jpeg (10.57 KiB) Visto 525 volte
binson2.jpeg
Schema elettrico: notare 9 valvole ECC83
binson2.jpeg (10.48 KiB) Visto 525 volte
binson1.jpeg
David Gilmour alle prese con il Binson: non facile da regolare!!
binson.jpeg
Tamburo magnetico rotante del Binson

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Re: Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda simoneb » 05/03/2014, 11:09

bellissima la storia di come hai iniziato a provare gli effetti....molto genuina,veramente appassionante...sembra un film :inlove:

una domanda:dici che il risultato di queste tecnologie migliora utilizzando la massima velocità possibile per la registrazione....non sono sicuro di aver capito il perchè,anzi:per quel che ne so io,le parti meccaniche funzionano meglio a velocità ridotte :wondering: oppure facendo scorrere il nastro più velocemente,se ne utilizza "di più" e quindi si può scrivere meglio la registrazione stessa? :speechless: :sweating: :wondering:

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Re: Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda andyfender » 05/03/2014, 13:19

Intanto grazie SImo per i punti! Sei sempre gentile e generoso.
La velocità di scorrimento del nastro in un registratore a bobina,( non negli effetti), trova la spiegazione in quello che dici tu: se ne utilizza di più:i dati "stanno più larghi" e se ne possono registrare un numero maggiore senza che risultino compressi in una zona limitata del nastro stesso. Ottimo intuito!!!! Ciao ed un abbraccio. A

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Re: Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda simoneb » 05/03/2014, 15:22

grazie sia della precisazione che dell'apprezzamento al mio intuito :bigsmile: mi è venuto in mente mentre scrivevo il post che il motivo potesse essere quello :wondering: :nerd:

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Re: Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda texx » 05/03/2014, 18:25

bellobello.Certo che a 14 anni portarsi a casa il Meazzi...uhau.Che negozio era?Ricordi o Castellan?Ma forse Castellan vendeva dischi.All'epoca comunque il massimo per noi erano i 3 accordi di Gloria dei Them....

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Re: Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda andyfender » 05/03/2014, 18:35

Era Zanibon, in Piazza dei Signori. Guarda che l'ho preso in affitto,però!!! Non vende più strumenti da tanti anni. Ciao. A

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Re: Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda texx » 05/03/2014, 19:59

Zanibon...non ricordo.Comunque i miei amici di allora,oltre alla Eko fiesta e Ranger,verso la fine dei '60 comperarono (il papà gli comperò....non faceva l'operaio) una Strato usata,il colore virava verso l'arancione e sul body aveva un vistoso buco come se avessero spento una sigaretta,facendo colare la vernice.Comunque una chitarra non bella :pareva anche abbastanza tozza.Per tutto il periodo che l'ebbero,non vide mai un amplificatore ma tentativi di amplificarla attraverso una radio .La comperarono "dalla vecchia",cosi detto perchè la titolare era appunto "vecia" :-un negozio storico che si trovava a due passi dal municipio di Mestre per 150mila lire mi pare....

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Re: Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda andyfender » 05/03/2014, 20:24

Bei tempi,vero? E non si dimenticano,per fortuna: fanno parte di noi!!! Ciao. A

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Re: Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda arwoor » 05/03/2014, 23:38

sinceramente oltre al solito "cassone" di cultura mi ha fatto molta simpatia questo spaccato autobiografico del giovane andy nella "swingin' " padova dei favolosi sixties ...quando hai voglia di raccontare altri aneddoti del tuo passato...beh per quanto mi riguarda nn mi annoierà leggerli,servirà a conoscerti meglio :clapping: :clapping: :clapping: :smoke: :rock:
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Re: Gli Antenati: effetti analogici.

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Messaggioda texx » 06/03/2014, 0:20

andyfender ha scritto:Bei tempi,vero? E non si dimenticano,per fortuna: fanno parte di noi!!! Ciao. A
...bei tempi,mah,nostalgia....ecco,se con la macchina del tempo tornassi al negozio di dischi e strumenti "Maccagnani" del quale non ricordo niente,ma struggo dalla voglia ,ecco,magari entrando e guardandomi intorno magari mi troverei a dire "...ebbè,tutto quà?pensavo meglio...."....

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