I primi amplificatori Fender (1946-1964)

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I primi amplificatori Fender (1946-1964)

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Messaggioda TidalRace » 25/08/2014, 23:12

Vi ho accennato alle origini Fender, quando ancora si chiamava K&F, iniziali dei due soci Kauffman e Fender e del primo modello senza nome, successivamente chiamato Fender model 26 e offerto in tre varianti, Princeton, Deluxe e Professional. Tale linea durò appena due anni dal 1946 al 1948 meritandosi l’appellativo di Woody per via dei cabinet in elegante legno. Ne sono stati prodotti circa 1.400 esemplari totali e l’attuale valutazione di uno di loro può arrivare ai 3.000 dollari.

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Foto: Fender Woody model del 1946

La sigla che identificava il circuito dei primi modelli fu introdotta nel 1951 e prevedeva 3 o 4 numeri e lettere. La prima era sempre il decennio indicato come numero, la seconda era una lettera dove la ‘A’ stava per 1, ‘B’ per 2, ‘C’ per 3 e così via e indicava l’anno del decennio e l’ultima cifra o le ultime due indicavano il modello. Ad esempio la sigla 5B1 indicava il circuito del Champion 600 Amp del 1952, mentre la sigla 5G13 il Vibrosonic del 1957. Queste sigle furono adottate anche durante il periodo chiamato Blonde e Brown e terminò circa nel 1963 con l’introduzione dei famosi Blackface, forse la migliore linea d’amplificatori di casa Fender. I primi sedici modelli riportarono una numerazione da 1 a 16 che andò in ordine cronologico ma con qualche eccezione.
Oggi vedremo i primi otto, mentre in un altro topic analizzeremo i successivi.

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Foto: Fender Champion 600 del 1948

Il più piccolo chiamato Champion 800 del 1947, fu prodotto in cento esemplari, aveva solamente due watt in classe A, un cono da otto pollici, un canale con un solo controllo di volume e tre valvole con una 6V6 come unità di potenza. Le successive versioni, Champion 600 del 1948 e 600 Amp del 1952, riduranno lo speaker a soli sei pollici, passando a quattro tubi con un prezzo di 50 dollari nel 1950. Con il 600 Amp inizierà la denominazione dei modelli con l’introduzione delle sigle dello schema elettrico. La prima versione di questo ampli fu chiamato 5B1, sostituito nello stesso anno dalla versione 5C1.
Dal 1948 al 1952 fu proposto nell’originale Twotone, con rivestimento a due colori e griglia a forma di schermo televisivo dell’epoca (TV Front), mentre dal 1952 si adottò il Tweed su una griglia più larga (Wide Panel). Vennero prodotti circa 6.500 esemplari del Champion dal 1947 al 1953.

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Foto: Fender Champ del 1954

Dal 1953 il modello si chiamerà Champ, e sarà prodotto nelle varie versioni fino alla fine del secolo scorso, con potenza e dimensioni crescenti. Nel 1955 la versione 5E1 salirà alla potenza di quattro watt e cono da otto pollici sempre Jensen contenuti in un cabinet di 305x279x184 mm. Il Champ adotterà fino al 1954 il formato Wide Panel per poi passare a quello stretto (Narrow Panel) che terrà fino al 1964. Non sarà mai prodotto quindi con il rivestimento Blonde o Brown. Vennero prodotti oltre 27.000 esemplari dal 1953 al 1964 e uno di quest’ultimi esemplari potrebbe valere anche 2.500 dollari.

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Foto: Fender Princeton del 1952

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Foto: Fender Princeton del 1959

Il modello appena superiore era il Princeton Model 26 del 1947, ripreso dai progetti della K&F, aveva quattro watt e mezzo, uno speaker da otto pollici Jensen, tre valvole, un controllo di tono e uno di volume e costava 65 dollari nel 1950. Le versioni successive 5C2 del 1953 e 5D2 del 1954, adottarono nuove valvole pur rimanendo fedele alla 6V6GT nel finale. Nel 1957 con la versione 5F2-A fu introdotto il vibrato mentre nel 1961 la potenza fu portata a dodici watt. Dal primo anno adottò il Tweed con pannello tipo TV, poi nel 1952 cambiò nel Wide Panel e l’anno seguente nel Narrow Panel. Nel 1961 uscì la versione Brown con il tolex marrone e nel 1963 la Blackface con tolex nero. La versione del debutto, era un combo di 343x318x203 mm e pesava circa otto kg. Il Princeton rimase in produzione fino alla fine degli anni ‘70, crescendo in potenza, dimensioni e controlli. Dal 1947 al 1960 sono stati prodotti oltre 9.000 esemplari, mentre quasi 10.000 esemplari della versione Brown furono prodotti dal 1961 al 1964 e per entrare in possesso di uno di questi esemplari potrebbe essere necessario sborsare anche 4.500 dollari. Una versione speciale con tweed grigio/blu e griglia blu fu prodotto dal 1955 in omaggio a Forrest White, collaboratore di Leo Fender. Sembra ne siano stati prodotti 1.500 esemplari eroganti la potenza di cinque watt. Il Princeton insieme al Champion e al Champ sono da considerarsi fratelli in quanto provengono tutti e tre dallo stesso progetto di base.

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Foto: Fender Deluxe Tweed del 1953

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Foto: Fender Deluxe Brown del 1963 & Deluxe 1950

Anche il Deluxe Tweed del 1948 derivava dalla produzione K&F, aveva una potenza di dieci watt, erogate da una coppia di 6V6, un cono Jensen da dodici pollici, due canali con controllo di volume separato e tono generale, cinque valvole totali, dimensioni di 457x419x222 in seguito ampliate, con un peso iniziale di circa tredici kg. Nel 1950 veniva venduto a ben 90 dollari nella versione 5A3, mentre la versione del 1954 (5D3) toccò i quindici watt. Nel 1957 fu introdotto il tremolo e ai due canali furono assegnati controlli di volume e tono separati. Fu prodotto fino al 1967 con la versione Deluxe Black 6G3, con dimensioni cresciute, sei valvole, ma sempre una potenza di quindici watt. Furono prodotte circa 15.600 unità senza vibrato e 8.000 esemplari circa con vibrato in tweed. Dal 1961 al 1963 ne sono stati costruiti circa 4.800 esemplari con la finitura Brown e 6.400 circa della Black dal 1963 al 1967. Sono richieste attualmente cifre anche di 5.000 dollari per entrare in possesso di uno di questi amplificatori.

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Foto: Fender Super Amp del 1949

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Foto: Fender Super Wide panel del 1953

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Foto: Fender Super Amp del 1955

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Foto: Fender Super Brown del 1962

Il modello Super, inizialmente chiamato Dual Professional del 1949
, disponeva di sedici watt, cinque valvole, con ancora una coppia di 6V6 nel finale e semplici controlli di volumi separati e tono generale. La particolarità, forse il primo al mondo in questo senso, l’adozione di due coni Jensen Concert da dieci pollici, per questo aveva dimensioni ragguardevoli di 559x457x254 mm e un peso di circa venti kg. Il cabinet fino al 1953 della versione 5B4 era chiamato ‘V-front’ perché aveva le due sezioni dei coni con maggiore angolo anche per distribuire meglio il suono. Costava nel 1950 ben 170 dollari. Nel 1953 uscì il Tweed Wide Panel (5C4) con cabinet piu tradizionale e nel 1954 la potenza salì a venti watt e sei valvole e l’anno successivo a ben trenta watt. Questa versione aveva controlli di bassi, acuti e presenza mentre nel 1959 la versione Super Brown 5G4 introdusse il vibrato e controlli di tono separati per i due canali. Fu prodotto fino al 1963 nella versione Super Brown Tolex 6G4-A con ben nove valvole. Compresa la versione Dual Professional ne sono stati prodotti quasi 24.000 unità di cui solo nel 1962 ben 9.000. Sono richiese cifre mediamente alte che possono arrivare anche ai 6.000 dollari.

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Foto: Fender Pro Amp del 1951

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Foto: Fender Pro Amp del 1959

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Foto: Fender Pro Amp del 1961

Derivato da una versione del 1947 con cabinet in stile TV Front potevamo trovare il Pro Tweed del 1950 (5A5), che disponeva di ben ventisei watt, sei valvole, con una coppia delle più potenti 6L6G, un cono Jensen Concert da quindici pollici e un solo canale con controlli di volume e tono. Le dimensioni di 559x508x254 e il peso di oltre venti kg, lo ponevano un gradino sopra al precedente come pure il prezzo di 200 dollari del 1950. Il modello crebbe in dimensioni e controlli pur rimanendo fedele alla potenza originaria. Nel 1959 la serie 5G5 introdusse il vibrato su un canale con ben nove valvole e controlli separati di tono a due vie per ogni canale. Dal 1960 al 1963 la nuova finitura Brown sostituì il tweed mentre nel 1963 fu introdotto il nuovo circuito AA763 subito seguito dal AB763 della versione Blackface che fu prodotta fino al 1965. Ne sono stati prodotti quasi 10.000 esemplari in tweed, oltre 15.000 in finitura Brown e 8.000 Blackface. Sono riuscito a trovare una valutazione poco sopra i 4.000 dollari per uno di questi esemplari.

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Foto: Fender Bassman Tweed del 1952

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Foto: Fender Bassman 5F6-A del 1958

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Foto: Fender Bassman Blonde Stack del 1964

Una diversa filosofia sonora era contenuta nel modello Bassman TV Tweed 5B6, nato in occasione del lancio del Precision Bass nel 1951. Il suo cono Jensen da quindici pollici e la potenza iniziale di ventisei watt, era stata studiata per l’utilizzo insieme al nuovo strumento, il basso elettrico di casa Fender. Le sue cinque valvole, di cui una coppia di 6L6 per la sezione di potenza e semplici controlli di volume, alti e bassi, sarebbero stati sufficienti anche ad amplificare una chitarra elettrica, con una timbrica diversa dagli altri modelli. Il cabinet di dimensioni importanti e forma quasi quadrata aveva una base di 572 mm, un’altezza di 584 mm e una profondità di 267 mm. Dalla potenza iniziale si passò a trenta watt nel 1952, a quaranta nel 1953 della versione 5D6 con l’indovinata formula dei quattro coni da dieci pollici Jensen P10R, fino ai cinquanta watt del 1954, nel modello siglato 5D6-A, che aveva a disposizione ben sette valvole e un controllo di Presence aggiunto. Nel 1955 uscì la versione 5E6 con l’adozione di due volumi separati che costava 280 dollari. Durante gli anni ‘60 utilizzò anche due speaker da dodici pollici ma anche da quindici, fino ad arrivare al modello Super Bassman I del 1969 con 100 watt, due canali con controlli separati di volume e toni e due speaker da quindici pollici. Tra le sue varianti di speaker, controlli, è rimasto sempre in produzione con potenze comprese fra 20 e 350 watt, sia a valvole, sia a transistor, in formato combo o piggyback, senza tuttavia mai adottare nè riverbero nè tremolo. Le cifre ci parlano di quasi 6.000 esemplari in tweed fino al 1959, quasi 10.000 tra Brown e Blonde dal 1960 al 1963, oltre 28.000 Blackface dal 1964 al 1966 e 35.000 Silverface dal 1967 al 1970. E’ sicuramente uno degli ampli più apprezzati e ricercati per la particolare timbrica, maggiormente utilizzato dai chitarristi che dai bassisti e possono essere richieste cifre superiori ai 10.000 dollari per i modelli d’annata ma reperibili anche a meno di 1.000 dollari in quelli da revisionare.

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Foto: Fender Bandmaster Tweed del 1959

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Foto: Fender Bandmaster Blonde Stack del 1962

Il Bandmaster Tweed 5C7 non uscì prima del 1952 e poteva contare sulla stessa potenza del Pro Tweed e inizialmente un cono Jensen da quindici pollici, sei valvole con due 6L6G per il finale di potenza, dimensioni iniziali di 572x546x260 mm e peso di circa venti kg. Inizialmente disponeva di due controlli di volume separati, con alti, bassi e presenza comuni. Dal 1955 la circuitazione 5E7 adottò l’inconsueto schema a tre coni da dieci pollici sempre Jensen ed era venduto a 230 dollari. Nel 1960 la versione 5G7 Brownface ricevette il Tremolo e controlli simili agli altri modelli, le dimensioni crebbero a 660x711x267, quindi con sviluppo verticale, mentre nel 1963 portò la sua potenza a circa 40-45 watt della versione AA763 con finitura Blonde con installato uno speaker da quindici o dodici pollici o anche una coppia da dodici. L’ultima versione chiamata Bandmaster Silverface AD1269 rimase in produzione fino al 1969. Dal 1961 fu anche il primo modello Fender in formato Piggyback Blonde 6G7-A, una testata meno larga dei cabinet abbinati con cui era venduta, inizialmente da 26 watt poi saliti a 40-45 come i combo. Questo formato rimase in produzione fino al 1972 sempre come Silverface AD1269. I cabinet avevano uno o due coni da dodici pollici di varie marche. Si parla di una produzione di circa 5.000 esemplari in tweed, 1.000 Brown, oltre 15.000 Blonde, 27.000 Blackface, 18.000 Silverface dal 1952 al 1972. E’ stata segnalata un cifra di 8.500 dollari per un combo del 1955. Questo modello insieme al Super e al Pro sono da ritenersi figli dello stesso progetto di base.

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Foto: Fender Twin Tweed del 1954

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Foto: Fender Twin 5F8-A del 1958

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Foto: Fender Twin Brown 5G8 del 1960

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Foto: Fender Twin Blonde 6G8-A del 1961

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Foto: Fender Twin Blonde 6G8-A del 1962

Anche il famoso Twin uscì nel 1952 con la versione Tweed 5C8, ma la potenza iniziale di 15 watt, fu portata solo nel 1954 a 25 watt con la versione 5D8 e 50 watt nell’anno successivo con la 5E8. Nel 1958 arrivò a 85 watt con la circuitazione 5F8-A e nel 1960 a ben 90-100 watt con la versione Blonde 6G8. Questa alta potenza voluta per aumentare l’headroom, ovvero la quantità di volume ottenibile prima dell’incresparsi del segnale, fu causa per un periodo di rotture degli speaker, a cui fu posto rimedio sia con un’attenuazione della potenza tramite una resistenza sull’uscita, sia con l’adozione di speaker più resistenti della JBL. La nuova versione rivestita in tolex chiaro fu preceduta per qualche mese dalla versione con tolex rmarrone la 5G8, che ricevette l’equalizzazione separata dei due canali in alti e bassi e il vibrato ma anche l’adozione di due sole valvole di potenza 6L6GC per soli 40 watt. Dotato al debutto di sette valvole che in seguito arrivarono a dieci, il Twin del 1952 disponeva di una coppia di Jensen P12R o P12Q, da cui il nome e controlli molto limitati. Le dimensioni erano inizialmente di 667x508x254, variate poi negli anni e denunciava un peso di quasi 25 kg arrivati poi a sfiorare i 30. Nel 1955 costava 287 dollari, mentre nel 1957 poteva disporre di speaker Jensen P12N e in seguito Oxford 12M6. L’ultima versione chiamata Blonde Twin 6G8-A rimase in produzione dal 1961 al 1963 prima di passare il testimone all’altrettanto fondamentale Twin Reverb Blackface. Visto l’alto prezzo d’acquisto, si parla solo di 1.200-1.300 esemplari Tweed e di oltre 500 esemplari Blonde. Molto probabilmente la scarsa diffusione di questo modello in quegli anni fu condizionata molto anche dall’estrema delicatezza degli speaker, incapaci all’epoca di sopportare queste potenze. Fu tuttavia un amplificatore fondamentale in quanto fu il primo nel 1953 a sdoppiare il tono in alti e bassi, il primo a introdurre il controllo di presenza nel 1954 oltre a ricevere il controllo dei medi nel 1956. Nel 1960 fu il primo a ricevere la rettificazione a stato solido e fece anche da apripista per gli amplificatori Fender da 100 watt che ne evidenziò i problemi connessi.
Data quindi la rarità del modello la valutazione raggiunge anche i 25.000 dollari per un esemplare del 1959 in perfette condizioni.

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Re: I primi amplificatori Fender (1946-1964)

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Messaggioda andyfender » 26/08/2014, 13:22

Bellissimo articolo su un argomento che affascina e non solo me!!! Questa è Storia della Musica!! Oggetti che dovrebbero essere conservati in un Museo insieme alle Chitarre di quel Genio unico e irripetibile che è stato Leo Fender. Grazie TR e complimenti!!! Sei bravissimo!!!! :clapping: :clapping: :clapping: :clapping:

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Re: I primi amplificatori Fender (1946-1964)

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Messaggioda TidalRace » 26/08/2014, 19:44

Grazie, la ricerca è stata fatta anche su pagine del web in inglese e potrebbero esserci anche qualche errore. I modelli venduti ad esempio potrebbero non essere del tutto esatti ma quello che conta è l'ordine di grandezza, siamo sempre a qualche migliaio di pezzi a modello o al massimo a qualche decina di migliaia.

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Re: I primi amplificatori Fender (1946-1964)

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Messaggioda andyfender » 27/08/2014, 5:11

Più di così......!!! Anche se ci fossero errori,hai fatto un gran bel lavoro!!!! Ciao. A

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