REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Dogat
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REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Messaggioda Dogat » 18/07/2012, 21:43

Iniziato il nuovo decennio oltre a quello che è lo spirito che si porta sempre questa tipologia di eventi, pure nel segreto sottobosco dell'elettronica, se così vogliamo chiamarlo, le cose non stavano ferme di certo, innanzitutto si prediligeva registrare almeno su 16 tracce, così almeno si evitavano i "ping-pong", che di per sè una volta fatti restavano come erano, in quanto l'impossibilità di correggere questi mixaggi primari era una caratteristica purtroppo costante.
Ecco così associare sempre più, nei vari studi di registrazione, due 8 tracce in sync, ma vedasi come in quei primissimi anni '80 una particolare ditta ovvero la Otari, come stesse studiando un sistema su come far stare 16 tracce su un nastro solo, che naturalmente l'Ampex, rimanendo fedele alle stesse direttive imposte da questa fabbrica, stava costruendo.
Per il fattore "spessore della base stessa" nessun problema, in quanto si rifaceva ai nastri per la registrazione televisiva, sia da 1" come da 2" e subito venne utilizzato quest'ultimo per avere "uno spazio più adeguato e privo di problematiche" per il blocco delle 16 testine magnetiche.
Si deve considerare il fatto che nei primi anni '80, quella che poteva essere la "riduzione di una superficie", come quella delle testine professionali, veniva dettata dagli stessi sistemi industriali per realizzarle, ma non solo, perchè c'erano anche da fare i conti con i relativi spazi di traccia su nastro, che permettessero poi il non verificarsi di "invasioni di confine" fra una traccia e l'altra.
In Giappone comunque si riuscirono a realizzare 16 testine che potessero stare nello spazio di un nastro da 1" e da lì si aprì quella che fù la "tecnologia moderna d'epoca" dell'analogico, ma che sfumò poi con l'avvento degli anni '90.
Grazie proprio a questa riuscita sperimentazione, quindi alla successiva messa in commercio dei relativi registratori a 16 tracce e non da meno anche quella che fù la tecnologia di sincronizzazione, diede i suoi frutti, dimodochè si potevano collegare due registratori da 16 ed avere la bellezza di 32 tracce!
Una cosa fantastica, rivoluzionaria, dove le maggiori case discografiche potevano permettersi di registrare musica classica (anche perchè bisogna ricordare che la sperimentazione partiva sempre da lì) con le varie "sessioni strumentali" molto, ma molto più ben definite, in quanto raggruppabili, nei loro realtivi blocchi di configurazione d'orchestra sinfonica classica, a due tracce di registrazione per una!

Un successo incredibile per l'Otari, divenne un vero "must", come i suoi successivi 24 e poi 32 tracce, per non parlare del 48 tracce su nastro da 2", ma bisogna pure ricordare che la Soundcraft, come pure la SoundTrack e non da meno la Tascam-Teac, nel contempo iniziarono a realizzare quei mixer rivoluzionari definiti "In-Out" ovvero "tanti ingressi presenti, per tante uscite di segnale audio sullo stesso modulo", ma il problema rimaneva in quello che si chiama "ingombro volumetrico", erano anche loro dei "barconi incredibili", sia per la lunghezza come pure per la larghezza, in quanto avevano inoltre e giustamente, visto anche il prezzo d'acquisto, l'equalizzazione parametrica completa, mandate e ritorni effetti e altro ancora, anche se c'è da dire, a loro discapito positivizzante, che però erano metà larghezza dei mixer definibili tradizionali, in quanto avendo, come già detto, "mandata e ritorno del segnale nello stesso canale d'ingresso", ecco che veniva a sparire tutta quella parte, definibile duplicata, da 16-24 o 32 moduli laterali, attui per consentire il ritorno del segnale dal registratore audio multitraccia, durante la fase di mixaggio sonoro, per inviare poi il tutto, in uscita intendasi, sui due canali L&R dell registratore master a 2 tracce.

Però in quegli anni '80 c'è da ricordare un fatto fondamentale, accaduto là dove girano, grazie alle correnti d'aria, le pale dei mulini a vento.
Eh! Sì! proprio in Olanda dove non c'era solo "l'olandesina che portava nel cesto la biancheria, perfettamente lavata da un celebre detersivo, a mano e in lavatrice, a stendere", come in tutti gli anni '70 ed i primi anni '80, il carosello televisivo pubblicitario, ci fece vedere, sia ai più piccoli, come pure ai grandi, ma c'era anche la Philips.
Già! proprio la Philips, che nel 1982 sbalordì il mondo intero, quando sul mercato introdusse un affare a forma di disco, che luccicava fra l'oro e l'argento ed era anche di dimensioni ridotte ovvero il "compact disc", dicendo che la sopra c'era registrata della musica in "modalità digitale totale", quindi a partire dal mixer, poi al registratore e per finire alla stessa masterizzazione dei vari brani ovvero gli stessi processi che si facevano in modalità analogica, ma tutti digitalizzati, quindi rendendo il tutto sotto forma di soli codici binari.
Anche lì i commenti che si sentirono in quegli anni furono i più insensati e deleteri, ma d'altronde e specialmente qui in Italia, quando esce qualche cosa di nuovo, ben si sà quali argomentazioni negative si associno sempre.
Io posseggo tutt'ora quel primo cd della Philips ed il relativo e quasi immediato lettore "cd-10- portatile per auto", ma che io ho sempre utilizzato in casa, che funziona tutt'ora alla perfezione...Ha la bella età di trent'anni!
La Philips, in fatto di registrazioni sonore e quindi di studi di registrazione di sua proprietà, non fù da meno a nessun'altro marchio, nei decenni precedenti, solo che poi decise, nel corso della seconda metà degli anni '60, di deviare l'uso degli stessi facendoli diventare "centri di sperimentazione sonora", con tutte le tecnologie che sviluppava annesse.

Altra cosa particolare e sempre nella prima metà degli anni '80, fù l'invenzione, lo sviluppo ed il brevetto, da parte dei giapponesi, di una specie di macchinario, che tramite collegamenti fatti con cavi particolari, ma vecchi e molto in voga già alla fine degli anni '50 fino alla metà degli anni '70, memorizzava, anche lì in maniera digitale, su floppy da 3,5", quello che si faceva con una tastiera ovvero si suonava una sequenza di note e queste, senza variazioni dal come erano state suonate, venivano riprodotte da quella specie di "registratore di cassa" (così venne chiamato a quei tempi)
L'aggeggio in questione null'altro era che l' "MC-500", i cavi erano pentapolari o attacco "Din" e la fabbrica non era altro che la Roland.
Naturalmente quello fù il primo sistema con software dedicato, che aveva tutta una sua funzionalità applicata a quello stesso apparecchio.
Il tutto poi venne modificato, sempre in quegli anni '80 ed in modo particolare nella seconda metà degli stessi, dove "il linguaggio" divenne riconoscibile indipendentemente dai marchi delle tastiere o expander impiegati, infatti venne creata quella che si chiamò "Codifica o Protocollo Midi", che come penso tutti voi sappiate, prevede un preciso ed internazionale linguaggio, sia per la collocazione degli strumenti all'interno di una qualunque tastiera/expander, come pure una codifica per le relative basi musicali, che si realizzavano sia con quei sistemi, come pure con quelli del giorno d'oggi, anche lì e non da meno: "arte numerica binaria a paletta!"

Sempre in quei mitici e magici anni '80 succedono tante altre cose a livello tecnologico musicale, perchè è un mondo tutto in fermento e precisamente nel 1982, alla Sony, sempre in concomitanza e collaborazione con la Philips, forse pensanti di fare concorrenza spietata alla "Henkel chemical industry", ecco che propone il suo "DASH... che più bianco non si può!" :-))
Infatti un vero capolavoro di tecnologia, dove il digitale venne applicato su nastro, con possibilià di registrare 24 e successivamente 48 tracce in formato numerico ed ecco spiegato anche il famoso primo CD prodotto dalla Philips.
Naturalmente a fare compagnia a tutto questo apparato c'era pure un mixer tutto digitale, come pure un registratore a due tracce per master a bobine digitale pur'esso, sempre Philips-Sony.
Naturalmente il supporto a nastro su bobine era obbligatorio, in quanto un sistema così realizzato, ma che fosse stato pensato basato su Hard-Disk, avrebbe dovuto prevedere, come minimo, degli hard disk che dovevano essere contenuti all'interno di un bel grattacielo! e questo per le limitazioni dell'epoca, riguardo alle infomazioni scrivibili sugli stessi, quindi l'inadeguatezza dei dischi magnetici interni, perchè ricordiamoci bene che stiamo parlando del 1982, dove la "riduzione volumetrica, ma con l'ampliamento degli spazi in contemporanea" era solamente una cosa più che altro legata all'architettura d'avanguardia più che alla computeristica. :-))

Il più grande difetto di questa macchina, che infatti ne determinò già da subito il suo modesto impiego, non era quella legata la prezzo, in quanto le grandi etichette non avevano questi problemi di investire capitali, ma era invece legata al fatto dell'impossibilità di poter eseguire "copie digitali" di quanto fino a quel momento si era registrato!
Infatti la stessa macchina emetteva dei "codici proprietari anti-duplicazione", legati alle leggi stesse internazionali sui copyright, che non permettevano così al "padrone stesso del materiale sonoro" e quindi proprio a chi deteneva i diritti d'autore, di potersi fare quelle che venivano definite "copie di sicurezza", sia delle registrazioni multitraccia, come pure a quelle relative ai master digitali su due tracce.
Le polemiche in quegli anni furono più che roventi, con Philips e Sony che non sapevano più che pesci pigliare in merito "al forzare la legge" viste le problematiche burocratico-legali, che in modo particolare L'Italia in assoluto con gli U.S.A. in appoggio, grazie alle stesse etichette italiane che ormai in un modo o nell'altro erano divenute di proprietà statunitensi, avevano appioppato a quel sistema innovativo.
Tutto questo comunque portò ad una sorta di bassissimo o meglio "fermo vendita", dimodochè fiorente rimase sempre la vendita dei sistemi analogici, che nel frattempo, fra i vari DBX 1&2 PRO e DOLBY A-B-C-S PRO, davano la possibilità di avere "rumori di fondo" ormai molto ridotti e quindi produzioni musicali molto valide, anche perchè la produzione di bobine da registrazione, sia multitraccia che da masterizzazione, era arrivata a livelli eccellenti, come non ricordare il mitico Ampex 456 Grand Master, un nastro che permetteva, sia nella versione da 1", 2", come pure da 1/2" ed 1/4" di avere rumori di fondo bassissimi e dinamiche elevate mai sentite prima!
Ma come si sà in questi campi, a certi colossi, non ci si può permettere di fare "barba e capelli" e quindi ottennero, la Philips e Sony, tramite le modifiche di legge internazionali, a livello di copyright, la possibilità di costruire e mettere sul mercato apparati con " codici sbloccati", per dare all'utenza proprietaria e sfruttatrice di tali sistemi, un totale e corretto controllo, cosicchè finalmente l'era del digitale, nella seconda metà degli anni '80, iniziò a fare il suo corso naturale.

Comunque sempre in quegli anni, grazie a questa nuova tecnologia digitale introdotta dalla Philips, le idee incomiciarono a prendere voli in qualunque campo, ma sempre restando in quello dell'audio-registrazione ecco che in Giappone, partendo proprio dall'idea del digitale Philips, venne realizzato il primo registratore a cassette digitale ovvero il DAT, ricordando che il primo modello aveva le testine audio fisse e quindi anche la durata stessa, del materiale sonoro, era assai limitata dalla lungheza del nastro nella cassetta stessa.
Per realizzare questo apparato venne l'idea di guardare il funzionamento dei videoregistratori, che già dagli anni '50, per motivi di registrazione stessa del segnale video, molto ricco di informazioni data la larghezza di banda notevole di frequenze registrate, aveva le "testine magnetiche rotanti", ma nel contempo stesso, proprio per garantire almeno 1 ora di registrazione, aveva anche il pregio di ridurre la velocità stessa del nastro, dimodochè si potevano garantire almeno delle "durate standard commerciali".
Non furono altro che applicate sugli stessi registratori audio digitali, ma in forma molto più ridotta e pure qui una nuova tecnologia fù introdotta sul mercato, inoltre le cassette apposite, per la registrazione con questi apparati audio, non erano altro concettualmente che delle video-cassette di ridotte dimensioni.
Ecco che proprio nell'ambtio di questo periodo, ma non da meno associabile all'uscita di qualche anno prima dei primi masterizzatori di compact disc per pc, le Major's discografiche si sentirono minate nel loro intimo, perchè alla fine chiunque si poteva duplicare a piacere ed in forma digitale completa, qualunque versione si trovasse su CD di un prodotto di un qualunque artista in voga in quel momento e quindi alimentare il mercato della pirateria sonora stessa e qui vennero in aiuto sia la Philips che la Sony, mettendo così in uso corretto quello che era il loro sistema antipirateria applicato, in modo sbagliato, sul DASH.

Comunque il binomio "analogico-digitale" durò ancora per diversi anni, anche perchè i costi erano pur sempre elevati dal punto di vista del cambio della strumentazione e non di certo tutti gli studi, specialmente quelli più piccoli, potevano permettersi di fare un simile salto, che poi aveva tutte le premonizioni di essere "nel buio", visto che si iniziavano ad avere i primi "sentori profetico-negativi" proprio dalla metà stessa di quegli anni '80.

Con il termine di "sentori profetico-negativi" null'altro voglio dire che, in parallelo agli ambiti professionali digitali stessi, quindi quello dello sviluppo di apparecchiature perfette ed ultra-tecnolgiche digitali, case produttrici come Teac-Tascam fornivano registratori professionali ad 8/16 tracce analogici a bobine formidabili, che grazie all'avvento stesso del digitale, ne fecero ridurre ulteriomente il prezzo d'acquisto, pur di continiuare a produrre e vendere divenendo così più accessibili ad una utenza sempre più ampia, che poteva così creare il proprio studio personale in casa e questo anche grazie all'avvento stesso dei sequencer e del sistema midi di casa Roland.
Ecco che tutte le avvisaglie o allarmi, che il prodotto musicale stesso potesse iniziare a prendere "altre pieghe realizzative&produttive", c'erano tutte ed in concomitanza nell'osservare pur'anche la riduzione del lavoro stesso all'interno degli studi minori.
L'introduzione poi sul mercato e questo proprio da parte della Tascam-Teac del primo rivoluzionario sistema di registrazione a 4 tracce, su compact cassetta, che venne denominato "Portastudio" e via via nelle sue successive modifiche e variazioni di modelli fù di per sè uno dei tanti contributi a quanto prima detto.
Il tutto partì dal modello 144, un registratore che aveva pure il mixer incorporato, quindi permetteva tranquillamente in casa di registrare 4 tracce, ma se si lasciava una traccia libera, si poteva, grazie alla registrazione di un segnale di sincronismo emesso da quell'invezione della Roland ovvero il sequencer MC-500 in versione MKII, avere tre tracce su nastro, per la strumentazione analogica, ma nel contempo stesso ben 16 tracce sul sequencer per la strumentazione midi!

Poche parole il lavoro stesso per gli studi più piccoli di registrazione iniziò, anche se molto lentamente, veramente a scemare, in quanto iniziava una lenta ma cospicua diffusione di abbinamenti sequencer-registratori, che i musicisti si mettevano nella cantina, al posto delle botti e bottiglie, prendendo così sede defintiva tastiere, mixer e tutte le varie apparecchiature utili, per provare, registrare e produrre musica, come pure nei vari magazzini sottocasa.
Il discorso era legato ai costi stessi ogni volta da sobbarcarsi, perchè una volta comprata mano a mano l'attrezzatura, altri costi non ce ne sarebbero poi più stati e si avrebbe inoltre avuta la possibilità di realizzare, perdendo tutto il tempo possibile per rifinire, riarrangiare o rimelodizzare, una produzione musicale e in certi casi arrivare così pure alla pubblicazione, specialmente nell'ambito di quella che era la musica elettronica, con un costo sì definito primario, ma nulla di più successivo.

Non da meno e avendo capito per bene l'antifona, la Fostex introdusse sul mercato, nella seconda metà degli anni '80, un registratore a 16 tracce su nastro da 1/2", chiamato B-16, analogico con sistema di riduzione rumore Dolby-C, molto efficace e valido nell'attenuare il fruscio di fondo del nastro, ebbe un successo notevole e non solo a livello minimale, pechè pure lì collegandone due in sync, si ottenevano la bellezza di 36 tracce, quindi molti studi professionali ne approfittarono di questo prodotto.
La Tascam dal canto suo, in quella che era la linea ormai definita da tutti gli addetti alle vendite "consumer", nel 1989 produsse il suo primo Portastudio con quattro canali e quattro tracce registrabili su cassetta, con funzionalità MIDI ovvero il Midistudio 644 ed il suo successo aprì la strada per il Midistudio TASCAM 688 che vantava ben 8 tracce registrabili, sempre su cassetta ed un mixer a venti ingressi!

Quello però che volevo dire è sì che stava inziando l'era del digitale, quindi dell'assoluta perfezione, ma nel contempo stesso si stava "segando", visti gli esorbitanti costi di tale sistema, quella che era la "fascia professionale media" della registrazione, in quanto se non si era associati, a quelle che poi si chiamarono "major's", si era destinati a scomparire per sempre, ma nel contempo stesso, in quelle modalità, si lasciò così sempre più monopolizzare il mercato musicale stesso e d'altronde questo fu poi il danno irreparabile del decennio successivo e non solo.

Vi ringrazio come sempre nell'avermi seguito anche in questa mia terza parte, anche qui lunga, inerente alla registrazione musicale ed ai suoi ricordi allegati.

Dogat. :-)

http://www.youtube.com/watch?v=Cr4oCaku ... ature=plcp

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Re: REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Messaggioda allguitars » 19/07/2012, 10:44

Interessantissimo,Dogat!!! Non credo che si possano trovare queste notizie facilmente.per me sono una scoperta. Grazie. All.

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Re: REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Messaggioda Phil_Liar » 19/07/2012, 11:15

Credo che negli anni '80 nel periodo in cui si scopriva il digitale abbiamo avuto tra i suoni più brutti della storia....tutti erano convinti che fosse meglio della vecchia scuola, e troppo spesso si abbandonarono le riprese di ambiente, soprattutto sulla batteria veniva registrato tutto microfonando a mezzo centimetro dai fusti e poi si aggiungevano quegli odiosi riverberi digitali....dio che suoni orrendi.

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Messaggioda Ares » 19/07/2012, 11:44

A me il sound anni 80 inizi 90 piace un botto. Soprattutto per il metal

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Re: REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Messaggioda Phil_Liar » 19/07/2012, 11:50

Diciamo che in quegli anni c'erano le band del meta...ma i primi dischi dei metallica per esempio suonano proprio "il cesso"...o basta confrontare un "cowboys from hell" dei panterà con quelli che lo hanno seguito, in particolare gli ultimi...le produzioni erano proprio diverse....

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Re: REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Messaggioda Dogat » 19/07/2012, 12:00

Ciao Allguitars,

infatti questo è stato lo spirito che mi ha animato ad effettuare queste prime pubblicazioni sulla storia della registrazione, ovvero quello di portare alla conoscenza di chi è più giovane, oppure di "rinverdire", quegli anni ormai trascorsi e che videro il grande fermento tecnologico in atto.

Un saluto da parte mia e buona musica sempre!

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Re: REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Messaggioda arwoor » 19/07/2012, 12:03

grande DOGAT... praticamente mi hai fatto fare un bel viaggio con molti flash-back personali...io sono un figlio degli anni '80 mi ricordi i vecchi ATARI, le tastiere mirage,trilogy...i vecchi fostex a bobine versione show case... le linee di basso fatte con le DSX della yamaha...e l'invasione delle orribili (per me) Jackson,washburn, fender strat...il mio primo ampli roland...con effetti incorporati (!!!)...che tempi...wild boys!!! :angell: :clapping: :bigsmile: :cool: :bear:
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Re: REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Messaggioda Dogat » 19/07/2012, 12:25

Ciao Phil Liar,

il problema di quegli anni fù e specialmente nella seconda metà degli stessi, il cambio della tecnica di ripresa dei suoni, dove ad un tratto fu riscoperto che il vecchio sistema di Phil Spector ovvero il "muro del suono", ma anche perchè le Major's, entrate a tutto spiano nel quasi monopolio totale della musica, quello che volevano ottenere era solo vedere il risultato monetario da portare alle loro tasche e basta, potendo così anche dettare legge in quello che riguardava tutto l'ambito tecnologico stesso.

Per i reverberi digitali dell'epoca l'unico che fece scuola, per i risultati eccellenti ottenibili sul campo, era uno solo ovvero il Lexicon, ma che era impossibile da comprarsi, in quanto il suo costo si aggirava sui 15 milioni di lire (7500 euro del giorno d'oggi)

Un saluto da parte mia e buona musica sempre!

Dogat :-)

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Re: REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Messaggioda Phil_Liar » 19/07/2012, 12:36

Diciamo che verso la fine degli '80 ci fu però anche la ferma controdenzenza con la nascita delle label indipendenti...che allora si che erano indipendenti per davvero.

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Re: REGISTRAZIONE 3' PARTE "GLI ANNI '80 Ricordi..."

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Messaggioda Dogat » 19/07/2012, 13:50

Ciao Ares,

anche a me le atmosfere sonore degli anni '80, dalla seconda metà di quegli iniziarono a piacere moltissimo, perchè proprio grazie all'uscita di quella nuova strumentazione ovvero tastiere e sequencer di casa Roland, potevo mano a mano divenire indipendente dal punto di vista "elementi suonanti" e quindi scrivere o arrangiare i brani senza più tanti problemi.

Un saluto e buona musica sempre!

Dogat :-)

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