REGISTRAZIONE-2'PARTE "Tempi che Furono e Ricordi Limitrofi"

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Messaggioda Dogat » 17/07/2012, 14:06

Nel precedente articolo ho rispolverato in generale cosa è successo, a livello storico, per quanto riguardavano in generale i supporti da registrazione succedutisi nel tempo, in base agli stessi sviluppi tecnologici, che fecero poi negli anni a susseguirsi.
Andando però a rispolverare i due decenni ovvero gli anni '60 e '70, ci furono dei balzi in avanti incredibili un pò dappertutto e questo fondamentalmente grazie all'avvento del "transistor per un uso di massa" e venne applicato per tale scopo, anche qui in Italia, sulle piccole radio a Onde Medie (AM) a pile portatili (la Geloso Orione, color verde acqua, fù uno dei modelli più venduti in assoluto) ma c'è da ricordare che un certo volume d'ingombro però lo avevano sempre, in quanto utilizzavano, per funzionare, le "pile a mezza torcia" e non da meno contribuiva pure, per la minor compattezza, la componentistica interna, quindi i vari condensatori, ecc... e lo stesso "variatore di frequenza a lamelle", che messi tutti assieme, con quella circuitazione elettrica primaria, occupavano un discreto spazio, oggi impensabile (cosa uguale e presente anche nei registratori di quegli anni)

Queste radio portatili così facevano compagnia alle famiglie, nelle gite domenicali assieme alla 600, la 500, l'850, la Autobianchi Giardinetta, la 1100, dove i padri con le mogli ed i figli piccoli oppure i ragazzi di quei tempi, in uscita con le fidanzate (a gustarsi un gelato se era estate o la cioccolata calda se era inverno, ma sempre in luoghi a portata di "007 genitori a controllo") potevano sentire così le radiocronache del pomeriggio calcistico, con le voci di Nicolò Carosio, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Paolo Valenti, Maurizio Barendson, Guido Oddo, Nando Martellini, Gianni Vasino, Gianfranco Giubilo, Alfredo Pigna, Bruno Pizzul, Adriano De Zan, Alfredo Provenzali e altri dei quali purtroppo mi sfugge il loro nome...( è l'età che avanza inesorabile) Fra i due tempi calcistici, quindi nello spazio dei 15 minuti, veniva trasmesso un breve "giornale radio" e come coda, quasi sempre, per far collimare l'orario di inizio del secondo tempo, un brano musicale, che spesso veniva interrotto in quanto iniziavano "i secondi tempi", naturalmente masterizzato sui Revox o Ampex, presso l'Auditorium di Napoli, dell'orchestra Rai diretta da Pino Calvi o Berto Pisano o Enrico Simonetti e tanti altri ancora.

Ho parlato di sole radio ad onde medie in quanto la "Modulazione di Frequenza" o F.M, che dir si voglia, non c'era qui da noi, perchè solo nella prima metà degli anni '70 fù utilizzata questa nuova gamma di frequenza, per la trasmissione e ricezione di programmi radiofonici, con solo dominio esclusivo della Rai ed in particolare con "Radio Tre", che fù anche la prima a sperimentare e quindi a venir diffusa "in primis" sulla nostra penisola, grazie ai suoi programmi dedicati principalmente alla sola Musica Classica, Melodramma, Sinfo-Ritmica, con rivisitazioni orchestrali di brani di musica leggere internazionali famosi e non da meno pure Jazz-Swing rimanendo per quanto riguarda quest'ultimo capitolo in ambiti molto "soft".

Ecco che così, con queste linee tematiche musicali, veniva anche ad imporsi quell'obbligatorietà, basilare, dell'assenza di rumori di fondo, anche troppo invadenti e sempre presenti sulle onde medie, dettati da onde spurie, armoniche, fischi vari, specialmente nelle ore serali, dati dalla stessa propagazione del segnale radio che aumentava genericamente e non da meno pure la vicinanza di frequenza con altre stazioni radio estere, con potenze di segnale incredibili, il tutto contibuiva a generare iun vero e proprio caos radiofonico.
Però in quei tempi non avevano fatto i conti, per quanto riguardava la F.M. con una cosa fondamentale ovvero i motori a scoppio, che proprio grazie alle candele, presenti negli stessi, al momento della scintilla per provocare lo scoppio della benzina all'interno del cilindro, null'altro facevano che trasferire quel "momento elettrico" negli apparecchi radiofonici situati nelle vicinanze, quindi addio assenza rumori di fondo, ma questo fenomeno fù fatto sparire, mano a mano, grazie all'avvento successivo delle "candele schermate".

Comunque sia il tutto, sia a livello broadcaster, come pure casalingo, era basato su quel piccolo essere, che sostituiva alla perfezione le "friggitrici per uova, bollitrici per il latte, accendisigari, ecc..." ovvero le ben ustionanti valvole, ma che tutt'ora permangono ben presenti in apparati musicali ovvero nei vari amplificatori per chitarra, come pure nelle varie testate, il tutto di ben noti marchi musicali internazionali, anche se a dire il vero la guerra fra transistor-valvole, oggi ha portato a risultati, in registrazione, che non fanno una piega, in quanto impossibili da distinguere e questo lo sapevo, anche perchè sono sempre stato molto favorevole all'utilizzo dell'innovazione, proprio perchè sostitutiva sistemi e quindi risolveva, già ai tempi, le varie problematiche legate alla fase di registrazione strumentale.

Il transistor comunque non destò segni di accoglienza benevoli, sia fra le alte sfere, come pure fra la gente comune ed il tutto era legato al suo aspetto di per sè insignificante e riduttivo, quindi inaffidabile nello stesso tempo, secondo la maggioranza della gente, fatto per lo più dovuto a quella sua forma piccola e cilindrica, in quei primi modelli, quell'involucro esile d'alluminio, che mano a mano continuava sempre più a modificarsi fino a diventare, come oggi si ritrova, ad avere la forma di un atomo (si tratta di un atomo di fosforo posto in uno spazio di 108 milionesimi di millimetro e queste sono le ultime realizzazioni della microelettronica applicate in ben svariati campi)

Comunque, tornando sempre in quei due decenni, ecco che anche le prime realizzazioni di circuitazioni, sempre più piccole, permisero così all'elettronica stessa di avere il suo dovuto sviluppo ed ecco il perchè della riduzione del volume dei vari apparati (ad eccezzione dei tubi catodici televisivi, in quanto lo spazio occupato rimase per lo più lo stesso a parità di pollici dello schermo) questo fù dovuto anche al fatto dell'introduzione sul mercato di massa dei "circuiti stampati", altro marchingegno, che pure lì trovò non poche difficoltà d'accettazione, sia da parte delle alte sfere, come pure della gente comune, che poco si fidavano di quella specie di "tavolette di plastica (che poi era bachelite) con tutte quelle colate di stagno che seguivano percorsi ingarbugliati".

C'è da dire però e proprio a discolpa di quelle persone di soli quaranta-cinquant'anni fà, che l'apertura mentale di quegli anni, derivava nell'aver avuto per tutta l'infanzia o parte della stessa, qui in Italia, un sistema politico autarchico dittatoriale, che non permise proprio di sviluppare qualunque possibilità ricettiva, per all'assenza di scambi culturali con altre nazioni ed infatti quel sistema lasciò pure e purtroppo, nei decenni successivi, il segno. Vedasi d'esempio come negli Stati Uniti la televisione funzionasse già negli anni '30, tanto per dire, mentre qui in Italia invece, nell'apoteosi più elevata dell'esaltazione, si piantasse il grano al Colosseo o in Piazza del Duomo a Milano e non da meno simili cavolate. Facendo i debiti paragoni, più che due prospettive di risultanti, a livello sociale, si sono avute, indipendentemente dal conflitto bellico che ci fù, ricordando anche il fatto come negli Stati Uniti, precisamente negli anni '30, si vivacchiasse alla bella e meglio, visto il gran tonfo, uguale a livello socio-economico ad un conflitto bellico devastante, che successe con il crack di Wall Street del 1929.
Da ricordare come aneddoto che sia negli anni '60 e '70 compresi, sempre qui in Italia, come ci fosse ancora una fondata diffidenza nei confronti della lavatrice, mettendo sotto notevole dubbio il suo potere di lavaggio degli indumenti! Pensare che nel 1969 andarono sulla luna, con un calcolatore, che oggi si direbbe computer, della stessa potenza algoritmica di un Commodore 16....mah!

Ritornando così a quegli anni '70, nell'ambito registratori e proprio nella prima metà degli stessi, vennero introdotti sul mercato dalla giapponese Tascam (Teac) i primi registratori multitraccia a bobine 4 tracce casalinghi. Famoso divenne subito il suo primo della storia, con il "Symul Sync" a basso costo, per usi definti domestici ovvero il modello A3340S, commercializzato con il marchio Teac.

In tutti gli anni '70, in casa Teac-Tascam, fu un susseguirsi di innovazioni tecnologiche, sia come registratori, che come mixer da allegare agli stessi ed il tutto con prezzi più abbordabili, fatto che permise così, ad un più vasto bacino d'utenza, di potersi avvicinare al mondo della registrazione professionale ed in alcuni casi, potersi creare un proprio studio di registrazione personale, come quello dell'Isola Del Giglio, il quale proprietario era Federico Monti Arduini ovvero "Il Guardiano del Faro" e si può dire che il tutto fù dovuto ad un registratore, definito poi "il bisonte"e che uscì nel 1976, ovvero il Tascam 80-8 a bobine, con nastro da 1/2 pollice, con velocità di registrazione a 38 cm/sec e poi "verticale", quindi ingombro minimale rispetto ai più datati (di soli 4 anni prima) della serie 70H-8 MTR, inoltre aveva pure il suo mixer dedicato, ma senza alcun problema poteva essere collegato a qualunque altro si avesse a disposizione o si dovesse comprare all'epoca.

Come al solito qui in Italia non è che ci fosse una predilezione particolare per questa nuova tecnologia "verticalizzante" dei registratori a bobine,(nelle tv invece esisteva da sempre partendo dai vecchi Ampex videoregistratori da 2") ma questo anche perchè il marchio stesso ovvero Teac-Tascam (in quanto forniva prodotti sia per la linea professionale, come pure domestica che oggi si chiamerebbe "consumer") veniva visto come una sorta di ibrido ovvero un "domestic-professional", peccato che quegli orbi dell'epoca prediligendo invece altri marchi, per la registrazione professionale, se avessero smontato i loro registratori, avrebbero visto che tutta la componentistica elettronica, quindi a partire dai circuiti stampati e non da meno pure i motori di trazione primari, più i due secondari, le testine stesse, erano proprio Teac-Tascam, in quanto brevettatrice della maggioranza degli "ingredienti stessi di quelle belle torte d'altri" e questo spiegava, ma non ai cerebrolesi dell'epoca, proprio il fatto del suo costo inferiore, a parità di macchina ad es. un 8 tracce, con gli altri marchi presenti sul mercato.

Tanto per la cronaca dell'epoca: quelli della DG (Deutsche Grammophon) che a quanto pare "non capivano niente in fatto di registrazione", proprio nei primi anni '70 usarono oltre ai loro conterranei Telefunken, i 70H-8 Tascam-Teac collegati in Sync e questo per moltiplicare le tracce, per passare poi, nel 1976, agli 80-8 e specialmente in concerti classici o lirica "live", in quanto affidabili a livello sonoro, come i precedenti, ma anche come sincronismi, come pure per le meccaniche motoristiche stesse, in quanto fù proprio Tascam ad introdurre per prima, brevettando tutto il discorso, la presenza di due motori collaterali ausiliari attui a "diminuire il lavoro stesso svolto dal motore primario" e questo lo fece per la prima volta nel 1970, sul suo primo registratore a cassette, ma non si dimenticò pure dell'ingrandimento e quindi dell'inspessimento, del diametro delle cinghie di trazione, che applicò ad ogni modello anche successivo professionale e domestico, dimodochè quelle "fluttuazioni sonore possibili" (che penso non solo io mi ricordo e che erano perfettamente ascotabili, come più o meno evidenti stonature del brano, su alcuni dischi 45 giri o 33 che fossero, dovute ai master primari multitraccia+ trasferimento del fluttuare su i master a due tracce e quindi trasferimento finale sul famigerato disco d'oro, dal quale poi venivano ricavate le copie in vinile) venissero così ridotte in termini pressochè impercettibili.

Naturalmente questa non è una mia difesa d'ufficio di questo particolare marchio, ma solo voler porre in primo piano chi dell'innovazione ne faceva all'epoca il suo "pane quotidiano" e non dormiva sugli allori, perchè andava avanti in modo frenetico giorno per giorno, ricordando solo che gli altri non facevano altro che "costruire sempre dopo su licenza, pagando pure le relative "Royality" ogni quel tot. numeri di pezzi prodotti e quindi immessi sul mercato"

Si arriva così e con questa strumentazione definibile senza problemi d'eccellenza, a quei ben più famosi anni '80, che videro anche l'innovazione musicale derivante da quegli anni '70, dovuta ai vari Berry White, Bee Gees, Isac Eyes ed altri ancora, che fecero scuola nell'aprire così nuovi filoni musicali commerciali e quindi stimolando, nello stesso tempo, un ancor più vasto susseguirsi di innovazioni tecnologiche, che dovevano per forza stare al passo con i tempi...ma ne riparliamo nella prossima puntata.

Grazie a chiunque di voi abbia seguito questa mia seconda parte dell'articolo, anche lunga a dire il vero, inerente alla registrazione ed ai suoi ricordi divaganti in diversi aneddoti, ma d'altronde la storia, di qualunque cosa sia, porta di per sè sempre ad avere "collegamenti limitrofi" definibili d'obbligo.

Dogat. :smile:

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Messaggioda andyfender » 17/07/2012, 18:25

Caro Dogat,leggendo ho rivissuto i miei vecchi tempi! Sia la registrazione che la riproduzione del suono,all'epoca, era un'arte destinata a pochi, ma quei pochi avevano un entusiasmo che purtroppo non riscontro al giorno d'oggi. Pionerismo?Curiosità? anche , ma eccelleva una ricerca del "sempre meglio" che dovrebbe accompagnare ogni Musicista, con la M maiuscola. Grazie mille per il tuo articolo, ma non deve essere così raro leggerti su MI , mi raccomando! A presto. A

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Messaggioda Ares » 17/07/2012, 18:55

Io non posso fare altro che immedesimarmi , sono nato appartenento già ai tempi in qui l'analogico iniziava ad essere obsoleto. Però, come avevo accennato un tempo, ascolto i Pink Floyd solo in musicassette originali (ho la discografia), sento cose che negli album rimasterizzati non sento. Perché?

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Messaggioda andyfender » 17/07/2012, 19:14

Secondo me nella rimasterizzazione,per eliminare fruscii,rumori di fondo vari,ecc, si deve eseguire una cancellazione di alcune frequenze,anche per piccolissimi attimi,ma viene eseguita.Il risultato negativo è accentuato dalla compressione e decompressione del segnale,che ,se non ben fatta, appiattisce il suono. Qualsiasi riversamento o copia che sia, in ogni caso fa perdere qualcosa. Ciao Capo.

O.T. Capo,non vengono dati i punti!!! Mi sto impoverendo pazzamente!!! :sweating:

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Messaggioda Dogat » 17/07/2012, 21:20

Ciao Andy,

l'entusiasmo del quale ci si ricorda e tu ne parli nel tuo intervento, non c'è più! Questo perchè il discorso musicale odierno ha avuto modifiche, legate al campo economico-produttivo, troppo spinte, specialmente in quegli ambiti "commerciali", dove nella maggioranza dei casi vengono sempre utilizzate delle versioni di mix, remix, stramix, dei soliti riff ciclici, già scritti a suo tempo, facendo sì che quella sorta di produzione basilare, definibile umana ed intesa con il massimo dell'applicazione dell'elettronica, quindi synth, campionatori, sequencer e quant'altro, ma in qualche maniera ancora pensata, suonata e quindi registrata, non ci sia più.
Non da meno, da questa analisi odierna, purtroppo resta pure il campo della musica italiana, come quella straniera, che se vista sotto l'ottica giusta del pentagramma, risulta esaurita nell'ambito di un qualche cosa da dire e come ben sai io parlo sempre a livello musicale, in quanto mai mi sono interessati i testi dei brani e ho sempre considerato la voce umana alla pari di una qualunque linea melodica strumentale eseguita.
Si può dire che dalla seconda metà degli anni '90 sia iniziato un lento, ma progressivo, decadimento delle idee, quindi dell'inventiva stessa e della produzione annessa, cosicchè il più delle volte, in questa quindicina d'anni, vedasi come sorte di veri plagi o psudo tali, abbiamo iniziato a farsi strada e quindi luce nei diversi generi musicali.
Comunque c'è una spiegazione al tutto, ma fa parte di un'ulteriore puntata della storia della registrazione.

In quei tempi ormai andati e che per appendice io ho ancora vissuto, aggiungendo per fortuna, si aveva nulla rispetto a quello che gira sul mercato al giorno d'oggi, neanche gli accordatori per chitarra c'erano, fin quando la Roland-Boss non fece il suo primo accordatore analogico intendasi con il "lancettone", che costava certo, anche perchè i ricarichi dei negozianti di certo non erano pochi, però sempre meno dei soliti marchi di quei tempi "con la puzza sotto il naso", io lo uso ancora adesso... così resto sempre ed in parte "collegato con un Jack a quegli anni passati".

Un saluto da parte mia,
Dogat. :-)
Ultima modifica di Dogat il 17/07/2012, 22:37, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda andyfender » 17/07/2012, 21:41

Bellissimo questo commento,Dogat!!! Mostra tutto l'attaccamento per quei bei tempi che non torneranno più! Grazie mille. A

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Re: REGISTRAZIONE-2'PARTE "Tempi che Furono e Ricordi Limitr

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Messaggioda Dogat » 17/07/2012, 22:24

Ciao Ares,

mi fà piacere in questo mio secondo articolo di essere riuscito a ricreare quelle atmosfere di quegli anni andati, nelle quali sia tu, come penso qualunque nostro amico lettore, si sia riuscito ad immedesimarsi.

Sul fatto dell'ascoltare ancora le originali registrazioni o in cassetta oppure in vinile rimane dettato da quella sorta del non voler intaccare, con marchingegni moderni come direbbero i vecchi di un tempo, quello che realmente era il discorso musicale, in qualunque ambito di genere sonoro fosse e quindi utilizzare ne più e ne meno, che quanto all'epoca prevedeva il mercato tecnologico, fatto che resta proprio legato, anche al giorno d'oggi, a quella sorta di "emozioni psico-temporali", come la "quadrifonia" che fece la sua comparsa nella seconda metà degli anni '70 e proprio in parte venne sperimentata nelle produzioni di alcuni album dei Pink Floyd e non solo, in quanto, produssero anche LP/Half-Speed, quelli che si definivano "edizioni speciali", spesso non presenti sul mercato italiano.
Questo fatto fù di derivazione da una celebre, ma per il campo tecnico-discografico, sperimentazione che fece la RCA VICTOR-ITALIANA ovvero quella con la sede in "via Tiburtina al Km 12" (così c'era scritto su tutti i suoi dischi) ovvero quella di masterizzare il disco primario a mezza velocità, con una macchina inventata , quindi progettata e costruita qui in Italia, dimodochè la definizione sonora e quindi la gamma dinamica stessa aumentava di non poco.
Questo fattore derivò dall'eseguire, questa prima sperimentazione, anche perchè i tempi stessi commerciali lo potevano permettere, per la più celebre registrazione che la RCA fece di una Turandot di Puccini, che vedeva fra gli interpreti dei veri ed unici calibri assoluti imbattuti nel tempo ovvero Jussi Bjorljng e Renata Tebaldi e questa registrazione risaliva al 1960 ed in questi termini venne posta poi sul mercato...fecero barba, capelli e baffi alla Decca, alla DG, che null'altro erano che le relative concorrenti della RCA in ambiti di produzioni discografiche classico-melodrammatiche.
Certo e proprio qui in Italia l'entusiasmo sperimentale, possibile anche ai capitali stessi che la RCA Victor U.S.A. investiva, hanno sempre dato, grazie alla nostr inventiva, risultati il più delle volte incredibili.

Sul fatto dell'ascoltare "rimasterizzazioni" a volte sono molto valide, altre volte invece purtroppo "segano atmosfere", questo è il limite del digitale, proprio quando lo stesso non sia impiegato da subito e nella storia della musica, intendendo con questo chi è stato autore protagonista di determinati anni, il digitale non lo aveva perchè non esisteva proprio, se non quella sottospecie di Commodore 16 per andare sulla luna, quindi si parte da analogici a bobine a due tracce con "mixaggio su un altro due tracce" (vedasi discografia dei Beatles e la tecnica del Ping/Pong) per passare poi al primo multitraccia inventato da Les Paul dove le cose iniziavano un altro e ben più definito discorso.

Comunque a proposito di masterizzazione professionale, con software broadcast dedicati per tale complicata operazione, ancora bene che esistono, perchè sono riuscito a "pulire" la mia collezione di dischi a 78 giri, che partono dal 1904 ed in questo caso, ma solo in questo caso ripeto, per quanto riguarda la stessa gamma dinamica e quindi di frequenze in ballo, di problemi nel risultato sonoro non se ne percepiscono, ma anzi vengono tolti molto bene! :-)
Ultima modifica di Dogat il 17/07/2012, 23:57, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda Ares » 17/07/2012, 22:38

Ciao Dogat,
Resta anche il fatto che i vecchi strumenti a bobina hanno il fascino che i nuovi programmi per Mac non avranno mai..
Anch'io ho usato un software per rimasterizzare alcune cassette... Si è comportato bene, ma le ascolto sempre dalle cassette! Era lo Steinberg Clean

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