CONSIDERAZIONI MENO VELOCI-PARTE 3...

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CONSIDERAZIONI MENO VELOCI-PARTE 3...

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Messaggioda Dogat » 18/10/2012, 23:10

Eccomi qui per svelare l'arcano o meglio "l'arcotopo-arcogatto" al quale avevo lasciato ancora in sospeso il marchio, sempre che qualcuno di voi non avesse tratto le relative deduzioni, partendo anche da quelle indicazioni paerticolari che collocano a livello temporale questo strumento a ben 90 anni fà.

Dovete sapere che ai tempi il buon Orwille Gibson osservò che sul mercato c'erano presenti delle chitarre che avevano un suono particolarmente "dolce ed efficace" in quelle che potevano essere le musiche lente, ma che nel contempo stesso "bucava in modo particolare la scena" anche nei casi della musica swing che a quegli anni, pure lei aveva diciamo il suo mercato.
Certo amplificazione non ne esisteva ancora, infatti il pckup, per amplificare i suoi mandolini e le sue chitarre da parte del nostro Arnoldi, dipendente di quella che era la "Compagnia telefonica italiana", arrivò nei primi anni '30.

Ma il buon Orwille, lungimirante all'epoca già per i suoni acustici, chiamò alla sua corte, se così mi si lascia passare il termine, il buon ed eccentrico Llyoid Loar, liutaio che con le sue innovazioni, nei suoi strumenti che costruiva nella sua "botteghetta", riusciva ad ottenere suoni, sia dai suoi mandolini, come pure dalle sue chitarre che, come detto prima, "bucavano meglio la scena".
Ecco l'evento storico di casa Gibson che modificò completamente tutta la fabbrica e quindi i suoi risultati sonori in fatto di strumentazione musicale.

Infatti nel 1924 proprio dalla testa di Loar nacque il primo vero gioiello della situazione ovvero la "L4", naturalmente la stessa null'altro era che una chitarra totalmente acustica, con la classica buca centrale, ma i legni vennero modificati in betulla massello, per il fondo e le fasce, il mogano invece per il manico e l'abete per la tavola armonica, naturalmente la cassa era una sorta di "Jumbo".
La clausola però che copriva tutti i discorsi di progettazioni e realizzazioni vedeva però la questione brevetti come sfruttabili sia da Loar come pure da Gibson, in quanto uno aveva messo a servizio tutta la sua incredibile inventiva e l'altro invece tutti i mezzi industriali possibili all'epoca visto che già la Gibson era un'industria.

Sempre in quegli anni '20, del secolo scorso, il buon Loar null'altro fece che realizzare la sua più incredibile invenzione, ma che già aveva fatto nella sua botteghetta con con dei risultati sonori spettacolari.
Così null'altro fece che modificare la tavola armonica della chitarra, eliminò la buca centrale, la tavole stessa assunse forme di concava e convessa, contemporaneamente, a seconda del punto di osservazione della stessa e realizzando sulla stessa, nel contempo, le due "f" laterali, ne più e ne meno di quelle che hanno gli archi e che noi tutti quanti conosciamo bene ed ecco così la prima "archtop" (arcotopo come le chiamo io da sempre)

Quella nuova tipologia di chitarra venne chiamata "L5" e quindi si capirà bene che la famosa "L" stà proprio come iniziale di "Loar", in quanto detentore del brevetto e brevetti successivi di tutta la serie "L" assieme a Gibson, quindi perfettamente sfruttabili da entrambi.

Negli anni '30 quando arrivò l'era dell'amplificazione, grazie alla nostra invenzione italica del pckup, le chitarre furono amplificate, cosicchè non ebbero più grandi problemi di bucare la scena.
Loar fù anche il primo liutaio che sfruttò, sulle chitarre, il famigerato "taglio alla fiorentina", cosa che veniva utile così per i chitarristi, inoltre fù il primo a creare la tastiera e quindi il manico rialzato nella parte terminale e quindi nei confronti della tavola armonica, la sua chitarra, poi da lui amplificata nel corso degli anni, fù questa, ebbe una costruzione particolarmente minimale, in quanto la Gibson essendo industria poteva avere capacità di volumi di produzione enormi rispetto a laboratori di liuteria, ma celebri chitarristi d'epoca statunitensi, particolarmente legati al mondo jazz-swing, usavano questo tipo di chitarra particolare.

Presentava un suono tutto suo, certo senza dubbio uguale, in un primo tempo alle prime L-5 Gibson, in quanto pure loro usufruivano del pckup Armstrong, quindi sospeso alla fine della tastiera e manico della chitarra, ma poi queste ultime vennero modificate con l'humbucker piazzato sulla tavola armonica, come poi nella maggioranza dei casi avviene tutt'oggi, se non per particolari richieste fatte dal cliente.
Quello che contraddistingueva queste chitarre, come già ho accennato prima, era il loro suono particolarmente, molto caldo, gutturalizzato e quindi notevolmente avvolgente, ma erano solo testimonianze, che si potevano leggere o aver sentito da quache vecchio chitarrista jazzista italiano, più o meno conosciuto, in quanto anche se si potevano ascoltare delle incisioni le stesse erano poi sempre su dischi a 78 giri, dove gli elevati rumori definibili fra una bella "frittura ed incendio di erba e cespugli di rovi secchi" facevano sempre da padrone e quindi sì, se ne poteva avere un'idea, ma sempre vaga, in quanto bisogna pure ricordare che le tecnologie di registrazione di quei tempi non è che fossero particolarmente efficaci per quello che si intende un buon risultato d'ascolto.

Posso comunque dirvi che, quanto mi fù riportato ai tempi da alcune persone, sia vero, infatti un suono di novantanni fà trasdotto da quel suo pckup sospeso sepre di quei tempi, il risultato, almeno per me è e resta straordinario, poi questo vale anche per il genere stesso musicale che si predilige e quindi epr le atmosfere stesse che si devono creare nelle esecuzioni.
L'unica cosa per questa chitarra, almeno secondo il mio punto di vista, essendo che ha il manico con conformazione piena a "C" rimane un pò problematica per chi avesse mano e dita piccole, anche se non tutte le volte questa "massima" è vera del tutto.
Come corde sono montate delle classiche acustiche "antirumore" con la corda del "sol" rivestita come in qualunque chitarra sia Acustica che Jazz.

Un saluto da parte mia e buona musica sempre!

Dogat. :-)

Ps.

Allego qui un mio arrangiamento di un brano italiano famoso, dove ho impiegato proprio questo strumento per l'esecuzione.

http://www.youtube.com/watch?v=q4vKTDpjv2c&feature=plcp

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Marcello
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R: CONSIDERAZIONI MENO VELOCI-PARTE 3...

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Messaggioda Marcello » 20/10/2012, 13:19

Dogat... ma il suono di questa chitarra... é da sogno...
Bello l'arrangiamento come sempre sono i pezzi da te proposti!
Mi scuserai se sembro spiccio nelle mie risposte...
Non lo faccio per sminuire o perché prendo sottogamba i tuoi sempre interessanti articoli..
È solo che scrivo al 90 da uno smartphone.. e pesa alla vista e alle dita :grin:
un caro saluto!
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Re: CONSIDERAZIONI MENO VELOCI-PARTE 3...

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Messaggioda Dogat » 20/10/2012, 14:23

Ciao Marcello e grazie per l'apprezzamento in merito!

Non preoccuparti per le risposte come possano sembrare, in quanto quando si è seduti comodi dietro ad una scrivania le cose come si sa sono sempre ben differenti.

Questo suono è quanto si è riusciti ad ottenere quando furono introdotti i pckup's sospesi Armstrong e con il previo taglio della cassa alla fiorentina.
La Loar è sempre la stessa invariata dal 1925, stessi legni e stessa struttura, quindi 90 anni sempre dello stesso suono, un monopolio assoluto e avevo sempre sentito dire che questo non era solo monopolio Gibson.
Per quanto riguarda tutto il resto degli altri marchi sono ottimi prodotti, compresi anche quelli più blasonati e firmati dai vari chitarristi jazz famosi in tutto il mondo, come pure Gibson poi fece, invece qui, in casa Loar, sono rimasti in "silenzio cantato" per ben 90 anni!
Senza dubbio la cosa migliore che potessero fare e poi come si dice:
"le cose si vengono sempre a sapere in un modo o nell'altro" o perchè le leggi e ti guardi attonito d'attorno, senza bisogno dello specchio, non sapendo neppure di che marchio si tratti oppure ti si aprono delle finestre storiche, di testimonianze avute da vecchi musicisti del panorama jazz che, al solo nome di quel marchio particolare, gli si illuminavano gli occhi e la consapevolezza che purtroppo la possibilità di avere fra le mani uno di quegli esemplari era impossibile, proprio perchè la produzione sempre a livello di "botteghetta" ne limitava tantissimo la stessa diffusione.

Un saluto da parte mia e buona musica sempre!

Dogat. :-)

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