"IL CAPPELLO DEI DESIDERI..."

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Dogat
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"IL CAPPELLO DEI DESIDERI..."

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Messaggioda Dogat » 16/08/2012, 21:13

Anno 1958, negli Stati Uniti un gruppo vocale e strumentale dal nome "Dubs", formatosi nel 1956, scrissero un brano dal titolo: "The Chapel Of Dreams", che negli Stati Uniti riscosse, in quegli anni, un meritato successo, ma rimanendo, come sempre accadeva ancor più in quei lontani decenni, praticamente sconosciuto qui in Italia.

Una decina di anni dopo e precisamente nell'anno 1967 il buon Wess (cantante di colore naturalizzato italiano, che cantò anche per un periodo di tempo, facendo coppia nella prima metà degli anni '70, con Dori Ghezzi, divenuta poi moglie del compianto Fabrizio de Andrè) assieme a Giorgio Calabrese, uno dei maggiori parolieri italiani, ripresero questo brano per far sì che anche il pubblico italiano ne venisse a conoscenza ed il testo naturalmente fù modificato, portandolo da quello che letteralmente sarebbe stato "Il Cappello dei Deisideri" a "I Miei Giorni Felici".
Inutile dire che questo brano spopolò nelle classifiche in quel 1967, alla stessa maniera come quando il buon Fausto Leali, qui in Italia nei primi anni '60, portò a conoscenza e divenendo così per lui il suo cavallo di battaglia o "etichettatura", un brano anch'esso totalmente sconosciuto, sempre americano dei primi anni '50 ovvero "Hurt", che poi riadattando il testo da noi divenne "A Chi".

Utile rimane aggiungere che quello che lega la musica italiana al mondo stesso dei complessi vocali statunitensi dell'epoca, come ad esempio i Platters o i Dubs in questione, era e resta quel filo logico di struttura musicale, melodico-romantica, basata su architetture ritmiche-sonore legate alla nostra musica tradizionale (le vecchie duine e terzine, tanto per rimanere nelle definizioni d'antiquariato che a me sono sempre piaciute, ma ai puristi suonavano e suonano tutt'ora come definizoni da osteria....ma io sono sempre stato da osteria!)

Il brano in questione (da me riarrangiato in pura impronta "Ancienne Melody" che ha sempre caratterizzato quello che è stato ed è ancora il mio stile musicale) non poteva altro che essere eseguito con lo strumento sovrano per eccellenza in questi ambiti sonori ovvero il caro e vecchio organo Hammond B-3, in questo caso modello del 1963, uno strumento che all'interno di quel suono e specificatamente in determinati brani, come questo, raccoglie proprio tutta la storia della musica ovvero uno squarcio del secolo scorso, dove ha dominato indiscutibilmente.
Pensare che il buon Hammond voleva costruire un organo da chiesa e sentendo quel suono ottenuto, da quel suo strumento, lo prese a martellate, proprio per l'orridume che ne usciva fuori da quell'altoparlante e questo proprio in quegli anni '30, ma non sapeva proprio di aver inventato quello che invece sarebbe stato un vero mostro, con la consacrazione dello stesso, quando il buon Leslie gli inventò quell'altoparlante rotante fantastico, cosicchè raggiunse l'apice, per quanto riguarda la potenzialità dell'espressività stessa dello strumento, che comunque poi rimaneva nelle mani di qualunque musicista e questo in base sia al tocco, ma soprattutto a quello che è il "sentimento individuale" di chi non legge solo il giornale (lo spartito) ma "morde lo strumento" e contemporaneamente "si lascia mordere dallo stesso"
( i famosi ed unici legati che solo con lui puoi fare, il vibrato Slow o Fast più il Leslie in contemporanea, sia sulle note singole, ma non di certo da meno con le fantastiche ed uniche "smanate" che regalano emozioni sublimi...) non sò se riesco, con questa mia forma d'espressione descrittiva, a rendere l'idea di cosa sia ancora adesso e abbia anche rappresentato per me, già da piccolo, il fascino del "mondo Hammond".

Questo strumento, il B-3 (dal peso incredibile che viaggia a 100kg, più il Leslie di 35kg, ma che associati regalano solo puro e sublime piacere che bisogna accendere almeno un'oretta prima sennò suona tre quarti di tono sotto nota) al di sopra di qualunque altro e senza dubbio, determinò "Il Colore della Musica" dei primi anni '60, per esplodere poi nella seconda metà di quegli anni stessi, a partire dai mitici Procol Harum, per continuare poi sia nella musica leggera italiana dei vari nostri cantanti nazionali, ma senza dimenticare le varie formazioni rock che, mano a mano in quegli anni, si stavano aprendo il loro spazio nel mondo della musica, una fra tutte i Deep Purple, in quanto il buon John Lord, scomparso recentemente, fù un musicista che di "chilometri", su quei tasti bianchi e neri, ne fece non pochi nella sua vita.

Che dire, il "Cappello dei Desideri o dei Sogni", a seconda di quale traduzione letterale più ferrea si voglia fare, oltre ad essere divenuto nel mondo della musica internazionale un "Evergreen", resta comunque uno di quei brani di nicchia, che se hai il desiderio di sentirti addosso tutta quella serie infinita di "orgasmi musicali", che solo noi musicisti sappiamo bene cosa siano e cosa vogliano dire, te ne permette non pochi e proprio di quelli "all'antica", come piacciono tanto a me, ma sperando nel contesto stesso di riuscire a trasferire, almeno in parte a chiunque ascolti, un pezzetto delle emozioni che si provano quando si mettono le dita su un Hammond e se poi quella nostalgica malinconia ti segue, nell'andamento delle varie note eseguite, non fà niente! perchè rappresenta sempre un pezzo di noi stessi null'altro che preso e messo pure lui in musica.

Vi ringrazio anticipatamente sia per la lettura di questo mio articolo, come pure per l'ascolto del brano, augurandovi sempre buona musica, qualunque essa sia!

Dogat. :smile:

You Tube link:

http://www.youtube.com/watch?v=f4joNYe6 ... ature=plcp

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Re: "IL CAPPELLO DEI DESIDERI..."

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Messaggioda andyfender » 17/08/2012, 7:32

Bellissima esecuzione e bellissime immagini come sempre!!!

L'Hammond è stupendo!!! Sonorità datate,ma ancora validissime!!! Complimenti,tanti!!!

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Re: "IL CAPPELLO DEI DESIDERI..."

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Messaggioda Dogat » 17/08/2012, 8:39

Ciao Andy,

grazie per il tuo apprezzamento in merito!
Ho inserito appositamente questo mio articolo fra Vintage&Collezionismo, proprio per il fatto che sia nell'articolo, ma come pure nel brano musicale allegato, tratto di "roba vecchia", come lo strumento che di per sè ha 80 anni in fatto d'invenzione e non è che nel tempo abbia subito modifiche particolari, se non il miglioramento della circuitazione, mano a mano con valvole di nuova concezione per quei tempi, però i suoni di per se sono sempre stati uguali come all'inizio, vennero solo aggiunti i "drawbar's" al posto dei "bottoni" posti fra una tastiera e l'altra.

Una "vecchia cariatide dei tempi delle piramidi", diranno in molti e posso capirli perfettamente in questa considerazione attuale, nei confronti dell'Hammond, in quanto giustamente e proprio per questioni generazionali, facente parte di quei "discorsi e tematiche musicali" che, nella contemporaneità di oggi, rimangono legate solo verso quella generazione che gli "anta" li ha superati da un bel pò e che rimane ancora oggi affascinata da "quel suono", proprio perchè immediatamente riporta indietro nel tempo, in altre realtà, dove la musica aveva ancora quella costruzione armonica che "bucava".

Ho sempre ascoltato di tutto, ma solo suonato musica scelta e anche oggi continuo a fare così ma solo più in registrazione e devo dire che più passa il tempo e non per una questione di malinconia, sempre più spesso preferisco ritrovarmi nel mio "angolino senza tempo", dove così, con quegli autori di quei vecchi tempi, si può parlare a tutto campo di vera musica, anche se non manca qualche mosca bianca al giorno d'oggi.

Un saluto da parte mia,

Dogat. :-)

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Re: "IL CAPPELLO DEI DESIDERI..."

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Messaggioda Marcello » 17/08/2012, 10:02

Bravo Dogat, sempre belli e interessanti i tuoi articoli..perchè sono dei veri e propri articoli, piuttosto che post..
Una curiosità, anzi due: suoni anche le tastiere in questo brano?
La seconda curiosità...quello che suona è un hammond vero o la ben riuscita emulazione di Native Instruments?

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Re: "IL CAPPELLO DEI DESIDERI..."

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Messaggioda Dogat » 17/08/2012, 10:41

Ciao Marcello,

ti ringrazio per il tuo apprezzamento in merito!
Altrochè se è un vecchio mobile di colore marrone medio del 1963 da 100kg più 35kg di Leslie e poi chi suona lo stesso sono sempre io... altro gravissimo danno senza dubbio per l'Hammond! :-)
In quanto quando eseguo brani con l'Hammond B-3 diventa una cosa meglio da non vedersi! perchè se assumessi una damigiana di vino avrei comportamenti più umani! :-)
Quindi nessuna emulazione, se non solo l'orchestra, per la strutturazione musicale del brano, ma nel minimale intendasi ovvero basso, batteria, archi di base e questo per la piattaforma midi, tramite prog.Sonar8 della Roland (come pure Roland sono tutti i campionatori che posseggo, partendo dal vecchio "rack" S.550 in avanti) mentre per quanto riguarda il discorso di tutte le altre "voci strumentali", che come ben saprai se fossero presenti nel midi-file"sballerebbero" lo standard stesso perchè è limitato a sole 127 voci che per me sono poche, quindi le devo obbligatoriamente aggiungere, per ottenere quella che è la classica orchestra "Sinfo-Ritmica" alla James Last da 60 elementi tanto per intenderci e questo senza nessun problema (in quanto per me è indifferente suonare il pianoforte, le tastiere o le chitarre) e questo nelle varie tracce del multitraccia digitale e d'obbligo in stereofonia, anche lì per poter poi in fase di mixaggio agire al meglio nella risultante definita "impatto sonoro".
Ho suonato per 14 anni in pubblico con il complesso e sempre genere musicale d'ascolto o definita a quei tempi "musica relax", mi sono divertito tanto sia con il vecchio pianoforte Rhodes e l'Hammond, come pure con le mie prime chitarre e questo indifferentemente, in quanto da piccolo, senza che nessuno mi obbligasse, iniziai a studiare sia il pianoforte come pure la chitarra, il tutto perchè era una "forma patologica molto grave" presente in tutta la famiglia da ambedue le parti :-)

Un saluto da parte mia,

Dogat. :-)

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Re: "IL CAPPELLO DEI DESIDERI..."

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Messaggioda Dogat » 17/08/2012, 11:01

"PS. di aggiunta generica"

Devo aggiungere, per quanto riguarda il mondo Hammond, che qualunque simulatore presente sul mercato, anche se si avvicina di molto a quel suono, si perde comunque per strada e questo quando si variano i drawbars o si impostano variazioni nelle varie regolazioni che ogni casa presenta sul suo strumento, quindi in tutte quelle opzioni e sfumature varie, che seppur ben studiate al giorno d'oggi, fanno sì che le voci ,in un modo o nell'altro, "si seghino" e questo diviene ancor più udibile, almeno alle mie orecchie, nelle famigerate "smanate a raddoppio" dove a me non possono venir a mancare le note, perchè è come rimanere senza aria...
Con questo sò perfettamente di pretendere troppo ed infatti preferisco piazzare due AKG C.414 XLS e viaggiare nella preistoria.
Grazie per l'ulteriore attenzione,

Dogat. :-)

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Messaggioda Marcello » 17/08/2012, 11:02

caspita, complimenti Dogat, non solo perché sei un artista a tutto tondo, ma anche perché possiedi un gran bel armamentario!!!!! :grin:

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Re: "IL CAPPELLO DEI DESIDERI..."

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Messaggioda Dogat » 17/08/2012, 11:42

Ciao Marcello e grazie ancora,

il tutto nell'arrivare poi a questa strumentazione nasce quando vidi la prima volta da piccolo nei primi anni '70 in tv il famoso "Guardiano del Faro" ovvero Federico Monti Arduini, mentre eseguiva un brano con l'Hammond, ma pure tutto circondato da tastiere di quei tempi e "scatoloni vari metallici pieni di fili e con tanti bottoni" che andavano da una parte all'altra...(scoprii dopo che erano MiniMoog e PolyMoog) ma già la mia mente iniziò a fantasticare a quei tempi... :-)

Un saluto da parte mia,

Dogat. :-)

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Messaggioda Marcello » 17/08/2012, 15:38

Il Guardiano del Faro... che nostalgia.... grazie per avermelo ricordato
http://www.youtube.com/watch?v=uj7AXzjX ... ata_player

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Re: "IL CAPPELLO DEI DESIDERI..."

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Messaggioda andyfender » 17/08/2012, 17:35

Quanti grandi chitarristi hanno ancora il Leslie e l'Hammond alle spalle? Tanti, a mio parere: E.C. per primo!!!

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